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TeatroBasilica, 4-6 aprile “Dati sensibili: New Constructive Ethics” con Teodoro Bonci del Bene



Sarà in scena al TeatroBasilica dal 4 al 6 aprile 2025, lo spettacoloDati sensibili: New Constructive Ethics”di Ivan Vyrypaev, protagonista dello spettacolo è Teodoro Bonci del Bene che dello spettacolo ha curato anche la traduzione e la regia.

Ivan Vyrypaev immagina che un’organizzazione di scala mondiale conduca un’indagine sociologica, interrogandosi sulle possibilità di una nuova etica. Le interviste fatte a una psicologa, una biologa e un neurobiologo, sviluppate in modo inaspettato e provocatorio, vengono sottoposte all’attenzione degli spettatori. Seduto su uno sgabello, Teodoro Bonci del Bene interpreta tutti i personaggi.

Se premendo un pulsante potessi cancellare simultaneamente e in modo indolore sette miliardi di persone evolutivamente non sviluppate, lasciando solo un miliardo di persone aperte, tolleranti, intelligenti ed evolute, accetteresti di premere quel pulsante?

 TeatroBasilica

Dal 4 al 6 aprile 2025

Teodoro Bonci Del Bene in

“Dati sensibili: New Constructive Ethics”

di Ivan Vyrypaev

traduzione e regia Teodoro Bonci del Bene

aiuto regia Francesca Gabucci

costumi Medina Mekhtieva

luci Davide Riccardi

tecnico Marco Mantovani

produzione Teatro Nazionale di Genova

INFORMAZIONI

Il “TeatroBasilica” è diretto dall'attrice Daniela Giovanetti, il regista Alessandro Di Murro. Organizzazione del collettivo Gruppo della Creta e un team di artisti e tecnici. Supervisione artistica di Antonio Calenda. Tutte le info sul TeatroBasilica a questo link: https://www.teatrobasilica.com/chi-siamo

 

Orari: Dal martedì al sabato ore 21:00 - domenica 16:30

Prezzi: Biglietto intero € 18,00

Biglietto ridotto € 12,00 (studenti, under 26, operatori) - Biglietto online € 15,00

Carnet 4 spettacoli € 40,00

Dove siamo: Piazza di Porta San Giovanni 10, Roma

www.teatrobasilica.com - email: info@teatrobasilica.com

telefono: +39 392 9768519

Link utili

Sito                                                               https://teatrobasilica.com/

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Instagram                                                   https://www.instagram.com/teatrobasilica/


Foto di Federico Pitto


The Sun, "Coraggio" nuovo singolo della rock band italiana

 


“Coraggio” è il nuovo e atteso singolo dei The Sun, rock band italiana dalla storia straordinaria, iniziata alla fine degli anni novanta.
 
Il brano anticipa l’uscita dell’album di inediti, su etichetta La Gloria, in uscita a fine anno.  
 
Radice del brano è una frase de Le Confessioni di Sant’Agostino: "Non c'è nulla di più potente della verità che abita in noi". La storia personale di ogni componente della band percorre passi simili a quelli raccontati nella celebre opera.
 
“Coraggio” è una confessione. Un folgorante istante di sacra consapevolezza che riaccende il cuore dopo un lungo cammino attraverso prove e deserti.
 
Quando rinunci definitivamente a finzioni e maschere, ti permetti di rileggere la tua storia da una prospettiva svincolata da formalismi e ingessature auto inflitte. Un nuovo respiro a pieni polmoni di pura e piena libertà ritrovata.
 
Può sorprendere parlare di Verità e di scoperta di sé, tirando in ballo pure Dio, quando sul tavolo c’è una canzone che pare scritta da una rock band mentre si trovava a un festival di musica elettronica in Olanda, ma questo è.
 
Io e Damiano Ferrari – che ha curato la produzione artistica dell’album dopo aver collaborato agli ultimi dischi di Cesare Cremonini e Nek - ci siamo resi conto che Coraggio è effettivamente un brano unico nel suo genere. Spicca il contrasto tra il carattere delle strofe, dove l’intimità della personale “confessione” è sostenuta da un arpeggio folk, e l’universalità del ritornello, un vero inno che esplode in un beat e melodia travolgenti, producendo una miscela inusuale radicalmente rock ed EDM, ma con un’attitudine punk. Come se si passasse dalla propria camera al palco di un festival.
L’energia della creazione è pregna di forza, così anche la musica deve avere energia, perfino quella che ha un forte richiamo spirituale, come la nostra. Questo approccio abbraccia integralmente il nuovo album, di cui Coraggio è solo un primo estratto - racconta Francesco Lorenzi, musicista, scrittore, produttore, membro e fondatore dei The Sun.
 
In un tempo di grandi sconvolgimenti e smarrimento collettivo, il messaggio di “Coraggio” è uno sprazzo di luce controcorrente.
 
La musica, se ben indirizzata, può aiutare a rialzare lo sguardo e accendere una nuova speranza, sia individuale che comunitaria. In questo momento, ce n’è particolarmente bisogno, soprattutto tra i giovani.
 
Si può e si deve proporre una prospettiva diversa, che canti il coraggio e la bellezza di vivere fino in fondo. Questa è la missione dei The Sun.
 
In attesa del release party (prodotto da Barley Arts) per la presentazione del nuovo album che si terrà all’Alcatraz di Milano il 29 novembre 2025 (prevendite al link https://www.ticketone.it/artist/the-sun/) i The Sun dalla primavera saranno live in tutta la penisola e terranno un concerto speciale in Spagna sul Cammino di Santiago.  Sono stati invitati inoltre ad esibirsi ai tre eventi giubilari principali e al Meeting di Rimini per la prima volta nella loro carriera.
 
Queste le date di THE SUN TOUR 2025 (calendario in aggiornamento)
26 Aprile 2025 – Roma, Circo Massimo – Giubileo degli Adolescenti
16 Maggio 2025 - Mori (Trento)
17 Maggio 2025 – Brescia
18 Maggio 2025 – Salone Internazionale del Libro – Presentazione nuovo libro
24 Maggio 2025 – Tirano (Sondrio)
31 Maggio 2025 – Roma, Piazza San Giovanni – Giubileo delle Famiglie
14 Giugno 2025 – Albenga (Savona)
21 Giugno 2025 – Cinisello Balsamo (Milano)
22 Giugno 2025 – Quinto di Treviso (Treviso)
14 Luglio 2025 – Avila – Spagna
27 Luglio 2025 – Roma - Catholic Music Awards
31 Luglio 2025 – Loreto (Macerata)
2 Agosto 2025 – Roma, Tor Vergata – Giubileo dei Giovani
24 Agosto 2025 – Rimini – Meeting di Rimini
21 Settembre 2025 – Bollate (Milano)
11 Ottobre 2025 – Varese
29 Novembre 2025 – Milano, Alcatraz – Presentazione nuovo album
 
Francesco Lorenzi, co-fondatore della band, dopo il successo dei suoi primi due best seller per BUR/Rizzoli, pubblica il 6 giugno un libro per bambini, “La musica del bosco” (Effatà editrice), che sarà presentato con un concerto il 18 maggio a Torino al Salone internazionale del Libro.
 Foto di Silvia Dalle Carbonare

APPIA JAZZ FESTIVAL al via, il primo agri-jazz festival della Capitale con i migliori talenti under 35

 


Dall'alto a sinistra: Camilla Battaglia, Ester Pantano, Pierpaolo Vacca, Christian Mascetta 

Agricoltura, biodiversità improvvisazione jazz.

Sono i tre ingredienti di Appia Jazz Festival, il primo agri-jazz festival della Capitale che da venerdì 4 a domenica 6 aprile anima con la sua prima edizione gli spazi della Cartiera Latina, tra i pochi impianti industriali sopravvissuti in città e una struttura unica nel suo genere, all'interno del Parco Regionale dell'Appia Antica.

Musica, incontri e degustazioni guidate sono i protagonisti di questi tre giorni a ingresso gratuito (i concerti sono fino a esaurimento posti, mentre per le degustazioni guidate serve la prenotazione on line su Eventbrite).

Organizzato da Eticaarte e Parco Regionale dell’Appia Antica con il sostegno del Ministero della cultura, la manifestazione presenta i più promettenti talenti dello scenario musicale jazz under 35 grazie al contributo di SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e informa il pubblico sulla sostenibilità e l’innovazione in agricoltura. 

Venerdì 4 aprile (ore 19,30) dà il via al festival Pierpaolo Vacca, artista visionario che unisce la tradizione popolare sarda a sonorità elettroniche moderne, con il suo primo album da solista Tǔk Music, l’etichetta di Paolo Fresu. Sabato 5 (ore 19,30) arriva Camilla Battaglia, che trasforma la voce con l’utilizzo di alcuni effetti analogici, in una performance intima e sperimentale ispirata ai versi di T.S. Eliot. Più tardi (ore 21) ecco Ester Pantano, artista poliedrica, cantante e attrice (volto di “Makari” e “I Leoni di Sicilia”) con “Vucchi l’arma” (Bocche dell’anima): uno spettacolo che racconta la storia di cantanti e cantautrici donne esplorando i temi di violenza, solitudine, impegno sociale ed emancipazione attraverso l’arte; accompagnata da Giovanni Balistreri al sax e Vincenzo Pipitone alle tastiere. Domenica 6 chiude la manifestazione la virtuosa chitarra di Christian Mascetta, sempre più contesa dai big della scena musicale (ha collaborato con artisti del calibro di Stefano Bollani, Gegè Talesforo e Fabrizio Bosso); sul palco nel pomeriggio (ore 17) con una performance in solo chitarra e voce e in serata (ore 19,30) con il nuovo quartetto composto dal pianista Giulio Gentile, Pietro Pancella al basso e Michele Santoleri alla batteria.

Gli appuntamenti dedicati all’agricoltura e alla biodiversità iniziano venerdì 4 aprile (ore 18) con Francesca della Giovampaola Fabio Pinzi, uno dei massimi esperti italiani di permacultura, insieme in un incontro dedicato all'agricoltura organica e rigenerativa dal titolo “Permacultura e rigenerazione del suolo. A che punto siamo?” Il 6 aprile (sempre alle ore 18) le socie e i soci di “Semi di Comunità” raccontano la loro esperienza innovativa: un’azienda agricola collettiva, la prima CSA di Roma - Comunità che Supporta l’Agricoltura - con un terreno di 5 ettari (metà bosco) all’interno dell’area protetta del Parco di Veio.

All'interno del Festival è inserito anche l'evento VinAppia, che dalle 16 alle 21 ospiterà ogni giorno gli stand delle Aziende Agricole del Parco Regionale dell'Appia Antica con assaggi da banco aperti a tutti e degustazioni guidate a numero chiuso, dalle 16,30 alle 18, a cura di Francesco Stefanelli.

Honey Bar” è in programma il 5 aprile con Alessia Balucanti, apicoltrice, giudice ed esperta sensoriale, che guida il pubblico tra le degustazioni dei sui mieli; mentre il 6 aprile le degustazioni guidate di formaggi sono a cura di Donato Nicastro.

***

APPIA JAZZ FESTIVAL - Parco dell’Appia Antica

via Appia Antica 42 – parcheggio interno al civico 50

Pagina Instagram: https://www.instagram.com/appiajazz/?igsh=MXVyZ2FsbTE2amlxMg%3D%3D#ù

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

Solo per le degustazioni guidate serve la prenotazione: https://www.eventbrite.it/o/parco-regionale-appia-antica-18485087137

Concerti e degustazione guidata sono al chiuso, stand aziende e food all'aperto.

PROGRAMMA

VENERDI 4

16.30 18.00 VINAPPIA Degustazione guidata di vini a cura di Francesco Stefanelli - vendita vini biologici delle aziende agricole del Parco dell’Appia Antica

18.00 APPIA JAZZ – AGRIFEST incontro con FRANCESCA DELLA GIOVANPAOLA e FABIO PINZI “Permacultura e rigenerazione del suolo. A che punto siamo?”

19.30 APPIA JAZZ – MUSICA PIERPAOLO VACCA “Travessu” musicista-agricoltore porta la tradizione popolare della terra di Sardegna unisce organetto e elettronica.

SABATO 5

16.30 18.00 VINAPPIA Degustazione guidata di vini a cura di Francesco Stefanelli - vendita vini biologici delle aziende agricole del Parco dell’Appia Antica

17.00 APPIA JAZZ – AGRIFEST ’HONEY BAR’’ Degustazione guidata di mieli con Alessia Balucanti apicoltrice, giudice ed esperto sensoriale ‘‘Le Api di Balù’’

19.30 APPIA JAZZ  MUSICA CAMILLA BATTAGLIA "PERPETUAL POSSIBILITY" liriche tratte da quattro quartetti di T.S. ELIOT

21.00 APPIA JAZZ – MUSICA ESTER PANTANO TRIO "Vucchi l'arma" ESTER PANTANO voce, VINCENZO PIPITONE tastiere, GIOVANNI BALISTRERI sax.

DOMENICA 6

16.30 18.00 VINAPPIA Degustazione guidata di vini a cura di Francesco Stefanelli - vendita vini biologici delle aziende agricole del Parco dell’Appia Antica

16.00 18.00 APPIA JAZZ – AGRIFEST Degustazione guidata di formaggi a cura di Donato Nicastro

17.00 APPIA JAZZ – MUSICA APPIA CHRISTIAN MASCETTA GUITAR SOLO

18.00 APPIA JAZZ – AGRIFEST SEMI DI COMUNITÀ presentazione dell’azienda agricola collettiva, la prima CSA (Comunità che Supporta l’Agricoltura) di Roma

19.30 APPIA JAZZ – MUSICA CHRISTIAN MASCETTA 4th GIULIO GENTILE piano e

tastiere, PIETRO PANCELLA al basso e Michele SANTOLERI alla batteria

8BLEVRAI, "ENERGIE" IL NUOVO BRANO DEL RAPPER

 


Esce venerdì 4 aprile “Energie” (Sony Music Italy/Epic), il nuovo singolo di 8blevrai, giovane promessa della scena rap nazionale. 

 

Un brano in cui 8blevrai descrive l’evolversi di una relazione, raccontando l’incontro con una ragazza come una questione di incrocio di sguardi, di “Energie” che si mischiano tra loro e che si possono ostacolare. Due anime che si compensano e rafforzano a vicenda, ma che allo stesso tempo si fanno del male, a causa delle difficoltà e delle differenze tra di loro.

 

“Energie” giunge a poche settimane dall’uscita di “Maranza” – un pezzo che trasuda fierezza e appartenenza e dà voce a una generazione in bilico tra ribellione e autoaffermazione – e fornisce un ulteriore esempio dell’inconfondibile flow di 8blevrai, ormai ben riconoscibile per temi e stile all’interno del panorama rap italiano. 

 

Biografia

Otmen Belhouari, in arte 8blevrai, è un rapper italiano di origini marocchine, classe ’97 e residente a Predore (BG). Nel 2020 pubblica il suo primo singolo “Desolè” per Tempo Records, l’etichetta indipendente legata all’Academy di Big Fish. Successivamente 8blevrai entra nel roster di Yalla Movement, label di Big Fish & Jake La Furia, con la quale pubblica altri tre singoli: “Manette & Madame” (2.172.017 di stream), “Miseria” (1.096.458 di stream) e “Mona Lisa” (938.776 di stream), facendosi notare anche con i suoi Freestyle su YouTube (Real Freestyle 1, 2 e 3) con i quali vanta complessivamente oltre 1M di views. A dicembre 2021 firma per Sony Music, con cui pubblica il singolo “La Haine” prodotto da Big Fish, il cui videoclip (diretto da Mattia Incardona) è una citazione del film “L'Odio” di Mathieu Kassovitz, e “Malaga”, il cui videoclip invece è stato girato proprio nella città da cui prende il nome. Nel 2022 entra nel campionato dei “big” uscendo nello stesso giorno in featuring con Jake La Furia, per il suo brano “L’amore e la violenza” insieme a Paky, e con Rhove per il suo brano “La Famiglia”. Il 24 giugno 2022 8blevrai pubblica il singolo “Poveri stronzi” che anticipa il suo primo EP “Immigrato”, uscito il 15 luglio 2022, a cui fa seguito il documentario omonimo girato da Fabrizio Conte interamente in Marocco e che racconta le tappe del percorso del giovane rapper. Nel corso del 2023 pubblica invece i singoli “Fidèle” e “Tuta fake”, mentre rispettivamente venerdì 6 ottobre e venerdì 24 novembre 2023 escono i brani “Salam Alaykum” e “Conta su di me”. A febbraio 2024 rilascia invece il singolo “Favela”, mentre a maggio il pezzo “Vis a Vis”. Seguono “Caricatori” feat. Jake La Furia e Sacky, a luglio, e “Money Money”, ad ottobre.

 

 

LINK UFFICIALI

Instagramhttps://www.instagram.com/8blevrai/

YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UC-GNCMT-9Ap3ZIf3i6s_ihw

Spotifyhttps://open.spotify.com/artist/0JTyCMDiDRxnkcDYhcB93D?si=JGsf3CwjQV-AzG9Kn11cMg   

TikTokhttps://www.tiktok.com/@8blevrai

SILVIA TANCREDI, ESCE “MILES AWAY” IL NUOVO SINGOLO



Dopo l'uscita di “Life As Art”, Silvia Tancredi continua il suo 2025 in musica con un nuovo singolo dal titolo “Miles Away”, che uscirà il 4 aprile distribuito da The Palma Music e Reload Music Italia (powered by Sony Music).
 
Un brano che nasce dalle suggestioni dell'ultimo viaggio negli Stati Uniti di Silvia, durante il quale ha fatto tappa a Nashville rimanendo ancora più affascinata dalle sonorità country che hanno reso celebre la città del Tennessee.

«Miles Away rappresenta il viaggio, la metafora del percorso di vita al fianco della persona che più amiamo; è la del ricerca del significato del nostro vivere quotidiano che prende vita se affrontato insieme; è la promessa di ritrovarsi uniti, dopo un lungo cammino, quando le anime potranno così unirsi per sempre» - spiega Silvia Tancredi.
 
Ad accompagnare il singolo un videoclip girato presso il Magazzino sul Po (storico club lungo i "Murazzi" di Torino) e la sala concerti della Fondazione Fossano Musica.

 
 
CREDITI SINGOLO
 
Produttore: Luigi “Gigi” Rivetti, Silvia Tancredi
 
mix: Gigi Rivetti, Alessandro Ciola, Silvia Tancredi (Imagina Production, Turin, IT)
 
mastering: Violette Furton (Dubway Studios, NY, US)
 
Autori: Silvia Tancredi
 
Compositori: Silvia Tancredi, Luigi Rivetti.
 

 
 
CREDITI VIDEOCLIP
 
Directed by Silvia Tancredi & Gigi Rivetti.
 
D.o.P / Colorist: Erika Grosso
 
Makeup Artist: Alessandra Viso
 
 
 
 
 
 
 
 
FOLLOW SILVIA TANCREDI:
 
 
 
 
 

APRILIA ROCK AID "Il Rock che viene in aiuto". Talento, Musica e Solidarietà con una Giuria d'eccezione

 


Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per "Aprilia Rock Aid - Il Rock che viene in aiuto", il contest musicale ideato dai Deshedus, band rock romana, con un duplice obiettivo: promuovere il talento emergente e sostenere l'Associazione Raggio di Sole di Aprilia.

 

I fondi raccolti contribuiranno all'allestimento di una sala informatica per gli assistiti dell'associazione, impegnata da anni in progetti di assistenza sociale, inclusione e sostegno a minori, anziani e persone con disabilità.

 

Una giuria d’eccezione con Phil Palmer

A valutare i talenti in gara sarà una prestigiosa giuria, che annovera tra i suoi membri Phil Palmer, chitarrista e produttore di fama mondiale. Con una carriera straordinaria alle spalle, ha collaborato con artisti del calibro di Eric Clapton, Dire Straits, Tina Turner, George Michael e molti altri, contribuendo con il suo stile inconfondibile a successi internazionali.

Accanto a lui:

  • Mauro Paoluzzi - Produttore artistico di fama internazionale (ha collaborato con Gianna Nannini, Mango, Roberto Vecchioni, Bluvertigo).
  • Mimmo Paganelli - Produttore artistico e discografico (direttore di giuria).
  • Patrizia Cirulli - Cantautrice e autrice milanese, quattro volte finalista al Premio Tenco e tre volte vincitrice del Premio Lunezia, ha collaborato con artisti come Sergio Cammariere, Mario Venuti e Pacifico.
  • NUMA - Cantante, autrice, produttrice e opinionista televisiva. Ha collaborato con artisti di rilievo come Adriano Celentano, Pino Daniele, George Michael, Trevor Horn, Geoff Westley, Mickey Feat e Renato Zero.

Chi può partecipare?

  • Il contest è aperto a:
  • Band e artisti solisti
  • Musicisti da tutta Italia
  • Con almeno un brano inedito da eseguire dal vivo

 

Le fasi del contest

  • Selezione iniziale: Invia un video della tua esibizione seguendo il regolamento.
  • Audizioni live: 16 maggio 2025 al Teatro Europa di Aprilia (porte chiuse).
  • Finalissima: 17 maggio 2025, concerto aperto al pubblico con le 10 band finaliste.

 

Il premio

La band vincitrice avrà diritto a:

  • Due giorni di registrazione in studio professionale.
  • Pubblicazione e distribuzione con Terzo Millennio Records.
  • Promozione con Divinazione Milano.
  • Inclusione nella playlist di Rock Targato Italia.

 

Come iscriversi

Scarica e leggi il regolamento: https://drive.google.com/file/d/1ogo8sC80Gy9d19L2rlCKC-gplOr5NdgM/view?usp=sharing

 

Date importanti:

  • Apertura iscrizioni: 26 marzo 2025, ore 10:00
  • Scadenza iscrizioni: 5 maggio 2025, ore 14:00
  •  

Unisciti a questa iniziativa: fai sentire la tua voce e aiutaci a sostenere una grande causa!

La giuria potrebbe essere ampliata con altri nomi prestigiosi nelle prossime settimane.

 

Nel web:

https://www.instagram.com/apriliarockaidcontest

https://www.facebook.com/profile.php?id=61574221694816

Art Crimes: all’Ambrosiana di Milano, un cortocircuito di epoche e linguaggi con il pop surrealismo di Angelo Accardi

 

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ph Michele Stanzione_Ambrosiana

Dal 3 al 28 aprile 2025, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano – tempio internazionale dell’arte e della memoria, custode di capolavori come il Cartone della Scuola di Atene di Raffaello, il Codice Atlantico di Leonardo e la Canestra di Caravaggio – ospita Art Crimes a cura di Nino Florenzano, mostra inedita e installazione site-specific di Angelo Accardi, artista italiano di respiro internazionale, esponente del Pop Surrealismo. 

Che cos’è il furto in arte? Omaggio, citazione o atto di sabotaggio? Con Art Crimes, Angelo Accardi si misura con uno dei capolavori assoluti della storia dell’arte occidentale: il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello. Un codice sorgente visivo, conservato in uno dei templi della cultura italiana, che diventa punto di partenza per un'indagine contemporanea sul concetto di originalità e appropriazione.

Art Crimes è un cortocircuito visivo e concettuale attraverso 5 tele di grande formato, video, statue ed oggetti di design firmati da Luxy e Gabriel, che dialogano con l’architettura e la storia dell’Ambrosiana, in un continuo slittamento tra tempi, stili e linguaggi.

In un gioco colto e provocatorio di reinvenzione, Accardi sovverte la composizione originale di Raffaello per costruire un nuovo pantheon in cui Platone dialoga con Duchamp, Aristotele con Dalì, e Michelangelo – ironicamente “risarcito” da Accardi per essere stato escluso dall'opera originaria – trova finalmente posto tra le architetture classiche.

La Scuola di Atene si apre così a nuovi ingressi: Bacon, Warhol, Picasso, Velázquez, Cattelan, ma anche Steve Jobs e – protagonista inquieto e destabilizzante – l’intelligenza artificiale. Figura spiazzante e perfettamente contemporanea, l’AI compare nella scena come interlocutore di Socrate, simbolo per eccellenza del sapere umano. Ma, a differenza del filosofo, l’AI non pensa, non conosce: apprende, rielabora, restituisce. È un’intelligenza che non ha coscienza né intuizione, eppure sempre più presente nei processi creativi e nel mercato dell’arte, fino a diventare oggetto e soggetto di riflessione estetica. 

Un laboratorio narrativo in cui l’arte diventa campo d’indagine tra citazione e sottrazione, ispirazione e sabotaggio: ogni opera è un indizio, ogni artista un sospettato. Guidati dall’ispettore Clouseau e dalla Pantera Rosa – simboli pop di furti impossibili e verità elusive – i visitatori percorrono un’indagine straniante, colta e spiazzante, in cui le gerarchie tra cultura alta e cultura pop si dissolvono. 

“Il bravo artista copia, il grande artista ruba”, diceva Picasso. Accardi rilancia e trasforma la provocazione in un dispositivo criticoArt Crimes si presenta come un laboratorio critico sull’evoluzione dell’arte come processo continuo di riscrittura: dal Rinascimento alla crypto art, passando per il ready made e il citazionismo, l’artista attraversa archivi visivi per decostruirli e restituirli in nuove forme. Se un tempo si sottraeva al Perugino per affinare la composizione, oggi si accede alla memoria digitale per generare nuovi immaginari.

Nel percorso espositivo, l’intelligenza artificiale si affianca a Socrate, incarnazione del sapere filosofico, in un confronto radicale: un’intelligenza che non conosce, ma apprende e rielabora. È il cortocircuito definitivo tra umano e algoritmo, tra intuizione e calcolo.

Ma in questo nuovo scenario, ha ancora senso parlare di autenticità? O anche l’originale è ormai un derivato? Art Crimes non dà risposte. Ma ci invita a seguirne le tracce, a interrogarci sul senso del gesto artistico in un mondo saturo di immagini e riferimenti. E lo fa in un luogo che custodisce non solo la Scuola di Atene, ma anche la Canestra di Caravaggio e il Codice Atlantico di Leonardo, trasformandolo in un laboratorio in cui ogni artista – come un Clouseau dell’arte – si muove alla ricerca della formula invisibile che trasforma un furto in creazione.

I complementi di arredo e i tessuti sono firmati da Luxy, eccellenza dell’artigianato italiano dal 1976, e il danese Gabriel Group.

Artista internazionale, Angelo Accardi è uno dei massimi esponenti del Pop Surrealism. Negli anni ’90 avvia la sua ricerca sulla nuova figurazione, sperimentando tecniche e materiali. Nei primi anni 2000 dà vita alla serie Misplaced, in cui introduce la figura dello struzzo come metafora della paura indefinita della società liquida, concetto teorizzato da Zygmunt Bauman. Nel 2006 espone a Shanghai con il gruppo d'avanguardia TantArte e nel 2011 viene selezionato da Marco Vallora per la 54ª Biennale di Venezia. Dal 2017 collabora con Eden Gallery, esponendo a New York, Miami, Mykonos e Tel Aviv. Nel 2022 realizza il progetto di arte pubblica Poetry, con installazioni simultanee a Milano, Palermo e Venezia, chiudendo idealmente la trilogia avviata da Robert Indiana con LOVE e HOPE. Nel 2024 partecipa alla 60ª Biennale d’Arte di Venezia. Nello stesso anno, l’opera Violet viene scelta per la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti), edizione curata dal Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di New York.

Ravenna Jazz 2025, 52a Edizione dal 2 al 12 maggio

 

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foto di Giampaolo Solitro

Dal Sud Africa a Napoli, dalla Francia a Chicago, dalla Gran Bretagna a New York, dall’Italia alle rotte della musica nomade: Ravenna Jazz 2025 sarà un’esperienza di ascolti in continuo movimento tra stili, culture e generazioni di interpreti.

Grandi nomi ma anche grandi numeri (delle imponenti produzioni orchestrali) caratterizzano i concerti della 52a edizione del festival, che si terrà dal 2 al 12 maggio. Simbolo di questo ecumenismo geografico è il francese Richard Galliano, star del jazz musette che riunisce nella stessa frase musicale cultura europea e argentina. Gli faranno eco il prodigioso revival del jazz gitano della svizzera-newyorkese Tatiana Eva-Marie, le sfumature moderniste dell’astro nascente Léon Phal, i colossi del drumming jazzistico Mark Guiliana e Famoudou Don Moye, la scorribanda boogaloo di Mauro Ottolini, le voci dalle più diverse inclinazioni di Karima, Hugh Coltman, Joe Barbieri e dei Baraonna (ospiti dell’Italian Jazz Orchestra).

Ravenna Jazz ospita anche il gran finale dell’iniziativa didattica “Pazzi di Jazz”: una produzione corale-orchestrale di dimensioni XXL, con un vasto organico di baby musicisti affidato alle esperte cure di Mauro Ottolini, Mauro Negri, Alien Dee e Tommaso Vittorini.

Il workshop di “Mister Jazz”, che come da tradizione si integra col programma dei concerti, vedrà la partecipazione di Karima. Il seminario, aperto a tutti gli strumentisti, si terrà al Centro Mousikè (7 maggio).

Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network ETS in collaborazione con l’Amministrazione comunale, in convenzione con l’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori e con il patrocinio di ANCI Emilia-Romagna.

 

Concerti principali: traduzioni jazzistiche della cultura pop

 

Sin dalle sue origini il jazz si è nutrito di musiche ‘altre’, adottandone i contenuti musicali e applicando loro sostanziali mutazioni ritmiche e implementazioni armoniche. Il trittico di concerti principali di Ravenna Jazz 2025 che si terrà al Teatro Alighieri è perfettamente rappresentativo di questa capacità inglobante della musica afroamericana, che ne fa probabilmente il genere musicale a oggi più ‘inclusivo’.

La prima alzata di sipario all’Alighieri rivelerà la presenza del fisarmonicista francese Richard Galliano (9 maggio). Capace di mettere d’accordo le più alte istanze artistiche e il successo popolare, Galliano sarà alla guida del New York Tango Trio, gruppo col quale esibisce una volta di più il suo profondo legame con la musica di Astor Piazzolla, dimostrandosi però anche capace di affrancarsi da essa facendo emergere la propria individualità creativa.

L’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti è ormai di casa al festival ravennate, con produzioni originali dai programmi di volta in volta diversi, così come i solisti ospiti. Quest’anno, l’11 maggio, il trattamento orchestrale jazz-sinfonico sarà applicato alle musiche dei Beach Boys, band tra le più influenti nella storia della musica moderna, capace di influenzare e ispirare la scena musicale internazionale. “Good Vibrations” è un’antologia di brani celeberrimi per la loro solarità ma anche assai sperimentali nell’ambito del pop. Le parti canore, con le armonizzazioni altamente caratterizzanti dei Beach Boys, saranno affidate ai Baraonna, un quartetto vocale che ha fatto delle contaminazioni musicali il suo tratto distintivo.

Anche “Pazzi di Jazz” è una produzione originale che di anno in anno si rinnova nei contenuti musicali, conservando i tratti di una mastodontica realizzazione orchestrale e corale, con una moltitudine di giovanissimi esecutori affidati alle cure di affermati musicisti come il direttore e arrangiatore Tommaso Vittorini, il trombonista Mauro Ottolini, il sassofonista Mauro Negri e il beatboxer Alien Dee. Fulcro musicale di questa nuova edizione del progetto “Pazzi di Jazz” (in scena il 12 maggio) sarà il repertorio della cantante sudafricana Miriam Makeba, intramontabile icona della musica jazz-world.

 

Live ad alta gradazione: Ravenna 52° Jazz Club

 

Ravenna 52° Jazz Club” è la sezione del festival con le proposte musicali più curiose, innovative, capaci di portare le orecchie lontano dalle strade sonore più battute, senza rinunciare a nomi di culto. Una programmazione ospitata negli spazi accoglienti dei club e dei piccoli teatri di Ravenna e circondario.

 

Ravenna Jazz ha fatto del Teatro Socjale di Piangipane il tempio delle voci: e i tre concerti che ospiterà quest’anno confermano questa sua speciale prerogativa.

La vocalist svizzera Tatiana Eva-Marie si esibirà il 4 maggio con la sua Avalon Jazz Band, formazione che ha creato dopo essersi trasferita a New York, esportando così dall’altra parte dell’Atlantico una delle espressioni più tipicamente europee del jazz, il manouche. Il jazz gitano, col suo mix di chanson francese, swing, folk e una spolverata di espressività balcanica, è musica ampiamente dominata dalle chitarre: per poter dire la sua come cantante Tatiana Eva-Marie ha scritto, quando necessario, i propri testi, oltre che gli arrangiamenti, rendendo assai peculiare il gipsy jazz attraverso le sue personali storie.

Il 6 maggio Karima, artista raffinata e versatile nota al grande pubblico grazie alle sue partecipazioni televisive, presenta il suo nuovo progetto “Soulville”, un avvincente percorso tra gospel, soul e jazz. Il repertorio esplora molte sfaccettature della musica americana del Novecento, toccando anche gli spiritual, il repertorio di Broadway e i grandi compositori della canzone statunitense.

L’8 maggio riflettori puntati su Hugh Coltman, cantante inglese ma parigino d’adozione. Artista dalla voce unica, potente e roca, Coltman ha saputo reinventarsi numerose volte: prima rocker poi cantautore folk-rock quindi crooner jazz. Un tragitto lungo il quale ha dribblato non poche convenzioni e infranto tabù stilistici. Le sue esplorazioni del repertorio swing hanno la rara capacità di rivelare dettagli celati e possibilità interpretative inedite ma sempre storicamente attendibili.

 

Anche il Cisim di Lido Adriano ha una sua tradizione estetica all’interno del cartellone di Ravenna Jazz: artisti o programmi futuristici, il gusto dell’alternativo, l’avanguardia storica o contemporanea. Espressioni che si ritroveranno nelle tre serate ospitate dal Cisim in questa edizione.

Se ne avrà un pregnante esempio il 3 maggio con il giovane sassofonista francese Léon Phal, il cui progetto “Stress Killer” miscela spirito jazz e febbre da ballo, affondando le proprie radici nell’hard-bop mentre esplora le musiche del proprio tempo (club culture, hip-hop, nu-soul, drum’n’bass, afrobeat).

E ancora il 5 maggio con lo statunitense Mark Guiliana, batterista di culto senza confini, dal jazz al rock, impegnato in un mirabolante show in solo, che lo vedrà immerso tra batterie, tastiere e percussioni che farà magicamente ‘cantare’ anche con l’ausilio dell’elettronica.

Famoudou Don Moye, per oltre 50 anni propulsore ritmico dell’Art Ensemble of Chicago, nel suo drumming asciutto e insieme esplosivo e giocoso combina stilemi africani e caraibici con in più lo spirito dell’avanguardia. Il 7 maggio il suo Odyssey & Legacy Trio proporrà un repertorio dedicato in particolare, ma non solo, a Lester Bowie: un fuoco incrociato tra gli strumenti, un incalzare ritmico estroverso in onore dell’ex compagno di storiche imprese musicali.

 

C’è poi il Mama’s Club, che ospiterà due serate, a partire da quella inaugurale del festival (2 maggio) con il trio del cantante-chitarrista Joe Barbieri: pupillo di Pino Daniele e come lui capace di flirtare con la world music, il jazz e la più nobile tradizione cantautorale, Barbieri si abbandonerà a un viaggio appassionato e personale nell’intramontabile repertorio della canzone classica napoletana. Il 10 arrivano poi gli Alligator Bogaloo del trombonista Mauro Ottolini, con la presenza solistica del sassofonista ravennate Alessandro Scala: un quintetto che esplora il boogaloo, fusione di hard-bop, soul jazz, R&B e ritmi afrolatini che raggiunse la massima popolarità a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta.

 

PROGRAMMA

 

Venerdì 2 maggio

Ravenna, Mama’s Club, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

JOE BARBIERI “VULÍO”

Joe Barbieri – chitarra classica, voce; Nico Di Battista – DB guitar; Oscar Montalbano – chitarra manouche

 

Sabato 3 maggio

Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

LÈON PHAL QUINTET

“Stress Killer”

Lèon Phal – sax tenore; Guillaume Couloumy – tromba; Zazimut Roig – pianoforte, tastiere; Rémi Bouyssière – contrabbasso; Baptiste Dolt – batteria

 

Domenica 4 maggio

Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

TATIANA EVA-MARIE & AVALON JAZZ BAND

“Djangology”

Tatiana Eva-Marie – voce; Dennis Pol – chitarra; Daniel Garlitsky – violino; Wallace Stelzer – contrabbasso

 

Lunedì 5 maggio

Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

MARK GUILIANA SOLO SHOW

Mark Guiliana – batteria, percussioni, tastiere, elettronica

 

Martedì 6 maggio

Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

KARIMA SOULVILLE

Karima – voce; Diego Borotti – sax, clarinetto; Alberto Marsico – organo Hammond; Alessandro Minetto – batteria

 

Mercoledì 7 maggio

Ravenna, Centro Mousiké, ore 10-13, 14:30-16:30

“Ravenna Jazz”

“Mister Jazz”

WORKSHOP di canto

con KARIMA

“Consapevolmente Canto”

aperto a tutti gli strumenti

Jazz is Here to Stay

 

Mercoledì 7 maggio

Lido Adriano (RA), Cisim, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

FAMOUDOU DON MOYE ODYSSEY & LEGACY TRIO

Famoudou Don Moye – batteria, percussioni; Christophe Leloil – tromba; Simon Sieger – pianoforte, organo, trombone

 

Giovedì 8 maggio

Piangipane (RA), Teatro Socjale, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

HUGH COLTMAN QUARTET

Hugh Coltman – voce, chitarra; Matthis Pascaud – chitarra; Laurent Vernerey – contrabbasso; Raphaël Chassin – batteria, percussioni

 

Venerdì 9 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

RICHARD GALLIANO NEW YORK TANGO TRIO

Richard Galliano – fisarmonica, accordina; Adrien Moignard – chitarra; Diego Imbert – contrabbasso

 

Sabato 10 maggio

Ravenna, Mama’s Club, ore 21:30

“Ravenna 52° Jazz Club”

MAURO OTTOLINI & ALLIGATOR BOGALOO

Mauro Ottolini – trombone; Alessandro Scala – sax tenore; Luca Marianini – tromba; Emiliano Pintori – organo Hammond; Fabio Nobile – batteria

 

Domenica 11 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

 “GOOD VIBRATIONS”

Omaggio ai Beach Boys

ITALIAN JAZZ ORCHESTRA

special guest gruppo vocale BARAONNA

Direttore FABIO PETRETTI

ITALIAN JAZZ ORCHESTRA: Mirco Rubegni – tromba; Giuseppe Zanca – tromba, arrangiamenti; Massimo Morganti – trombone, arrangiamenti;

Nicola Cecchetto – sax alto, flauto; Marco Postacchini – sax baritono, clarinetto basso, arrangiamenti; Thomas Lasca – chitarra;

Max Rocchetta – pianoforte, tastiere, arrangiamenti; Paolo Ghetti – contrabbasso, basso elettrico; Stefano Paolini – batteria, percussioni.

ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Aldo Capicchioni. Viola: Michela Zanotti. Violoncello: Anselmo Pelliccioni.

special guest gruppo vocale BARAONNA: Dario Daneluz, Eleonora Tosto, Daphne Nisi, Vito Caporale.

Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti

Beach Boys video collage: immagini, frammenti di film, concerti, special TV, interviste

produzione originale

 

Lunedì 12 maggio

Ravenna, Teatro Alighieri, ore 21:00

“Pazzi di Jazz” Young Project

ORCHESTRA DEI GIOVANI & DON MINZONI,

CORO SWING KIDS & TEEN VOICES

diretti da TOMMASO VITTORINI

special guests

MAURO NEGRI – sax alto e clarinetto, MAURO OTTOLINI – trombone ALIEN DEE – beatbox

“Mama Africa”

Omaggio a Miriam Makeba

Serata finale del progetto “Pazzi di Jazz” dedicata a Carlo Bubani

produzione originale - ingresso libero

 

 

Informazioni

Jazz Network, tel. 0544 405666, e-mail: info@jazznetwork.it,

website: www.ravennajazz.it - www.crossroads-it.org - www.erjn.it - www.jazznetwork.it

 


ANASTASIA il musical al Teatro Brancaccio dal 9 aprile

 


Con un’anteprima a Trieste al Teatro Politeama Rossetti, dal 11 al 15 dicembre, ed una prima nazionale in esclusiva a Milano al TAM - Teatro Arcimboldi, dal 25 dicembre 2024 al 12 gennaio 2025, arriva ANASTASIA Il Musical, lo spettacolo basato sull’omonimo film di animazione del 1997 che ha ispirato anche la versione teatrale di Broadway del 2017. Il tour prosegue nel 2025 con diverse date: Torino – Teatro Alfieri dal 12 al 16 marzo, Roma – Teatro Brancaccio dal 9 al 13 aprile, Firenze – Mandela Forum dall’8 all’11 maggio. 

Anastasia, il film d’animazione che ha conquistato una generazione di adulti e bambini, avrà finalmente il suo debutto in un’opera teatrale voluta da Broadway Italia, già produttore di “The Phantom of the Opera”, e che porta la firma di un regista apprezzato a livello internazionale come Federico Bellone coadiuvato alla regia da Chiara Vecchi, che ne cura anche le coreografie. 

Con la magia della musica dal vivo diretta dal Maestro Giovanni Maria Lori, che dirigerà brani indimenticabili come “Quando viene dicembre” o “Viaggio nel passato”, ANASTASIA il Musical trasporta gli spettatori in un'epoca di sfarzo, mistero e passione per seguire le vicende di Anya, una giovane donna che potrebbe essere la Granduchessa Anastasia, l'unica sopravvissuta alla tragica fine della famiglia Romanov. Un’avvincente avventura, tra intrighi politici e colpi di scena, che darà nuova vita ai personaggi di questa storia in un viaggio verso la verità e l’amore con un’emozionante colonna sonora composta da Stephen Flaherty e Lynn Ahrens.

Anastasia non è solo un musical, ma un'esperienza teatrale indimenticabile che lascerà il pubblico con il fiato sospeso fino all'ultima scena in un vortice di emozioni, tra amore, mistero e speranza.

“Ci fu un tempo, non molti anni or sono, in cui vivevamo in un mondo incantato fatto di eleganti palazzi e di feste grandiose. L'anno era il 1916 e mio figlio Nicola era lo zar di tutte le Russie. Stavamo festeggiando il trecentesimo anniversario dell'ascesa al trono della nostra famiglia, e quella sera nessuna stella era più brillante della nostra dolce Anastasia, la mia più giovane nipote”. 

Con queste toccanti parole, la nonna di Anastasia ricorda la giovane nipote nel classico film di animazione del 1997 e proprio da tutto ciò nasce l’ispirazione alla realizzazione di ANASTASIA Il Musical.

 ANASTASIA Il musical

DAL CULT DI ANIMAZIONE

Libretto di Terrence McNally

Musiche di Stephen Flaherty

Testi di Lynn Ahrens

Traduzione e adattamento delle parole delle canzoni Franco Travaglio

Parole delle canzoni del film d’animazione Ernesto Brancucci

 

Regia di Federico Bellone

 

dal 9 al 13 aprile
TEATRO BRANCACCIO

 

ANASTASIA il musical si ispira al film distribuito dalla Twentieth Century Fox Motion Pictures

per accordo speciale con Buena Vista Theatrical

e dall'opera teatrale di Marcelle Maurette adattata da Guy Bolton

ANASTASIA è presentato in accordo con Concord Theatricals Ltd

 

ANASTASIA

La storia della piccola principessa è stata oggetto di numerosi film, a partire dal classico con Ingrid Bergman nel ruolo di Anastasia e Yul Brynner in quello del generale Bunin, versione realistica del Dimitri animato. Il film del 1956 e diretto da Anatole Litvak, valse l’Oscar a Bergman come Miglior Attrice Protagonista. 

Mentre è del 1997 il film d'animazione, diretto e prodotto da Don Bluth e Gary Goldman e distribuito dalla 20th Century Fox. La pellicola cinematografica è stata accolta con grande entusiasmo sia dal pubblico che dalla critica che ne ha peraltro elogiato le esibizioni vocali e la colonna sonora.  Nella versione italiana, i brani Quando viene dicembre o Viaggio nel passatosonointerpretati dalla cantante Tosca (quest’anno nominata testimonial della Festa della Musica presso il Ministero della Cultura) che doppia proprio la protagonista Anya. Il personaggio di Dimitri è invece doppiato da Fiorello che in alcuni brani duetta con Tosca. 

La storia si ispira alla leggenda della Granduchessa Anastasia Nikolaevna di Russia. È il 1916 e da San Pietroburgo ha inizio l’incredibile avventura della principessa Anastasia, la giovane figlia di Nicola II, ultimo zar di Russia. Sono gli anni della Rivoluzione Russa che infuoca le piazze e gli animi del popolo e che segnerà presto la tragica fine delle atmosfere scintillanti delle feste di palazzo e dell’intera dinastia dei Romanov. Sopravvivono agli assalti l’imperatrice madre e la giovane nipote Anastasia. 

Qualche anno più tardi, ritroviamo Anya, ormai giovane donna senza famiglia né ricordi, pronta ad intraprendere il suo personale viaggio lontano dall’orfanotrofio in cui è cresciuta, sulla strada che la porterà a Parigi, verso il sogno di scoprire la propria identità e soprattutto verso l’amore. Lungo il suo viaggio, Anya incontra Dimitri ed il suo amico Vlad, due simpatici truffatori alla ricerca di una sosia della principessa da presentare all’imperatrice madre in cambio di 10.000 rubli; insieme si recano a Parigi per reclamare l’eredità che spetta di diritto alla principessa Anastasia.

 

NOTE DI REGIA

“Il musical Anastasia è un sogno per me. Noi degli anni '80, cresciuti durante "la rinascita" della Disney, con cartoni animati come La bella e la bestia, La Sirenetta e Aladdin, collochiamo la granduchessa russa tra gli stessi magici e nostalgici ricordi di un tempo che fu, non troppo lontano, in cui la luce del sole al tramonto sembrava più bella, le melodie più sconvolgenti e la qualità molto più alta, almeno per quello che io possa pensare. 

Il cartone animato del 1997 infatti, scritto da premi Tony, Olivier (gli Oscar del teatro), e Emmy, che veniva da un film omonimo che valse l'Oscar a Ingrid Bergman, è rimasto nei cuori di diverse generazioni. 

Le sue canzoni "Cuor non dirmi no" e "Quando viene dicembre" sono ancora cantate a memoria oggi in seguito alla celebre edizione della cantante Tosca e, grazie a questa nuova versione con musica dal vivo, puntiamo a travolgere ancora, con orchestrazioni sinfoniche e anche tante nuove canzoni oltre alle iconiche, le famiglie d'Italia e del mondo, grazie al futuro tour internazionale. 

In Italia la traduzione sarà quella del film e di Franco Travaglio, il più accreditato adattatore nazionale di musical. E l'unico team Italiano che ha dato vita a nuove produzioni teatrali ormai in quasi tutti i continenti, raggiungendo anche il prestigioso West End di Londra, e in seguito all'enorme successo del nuovo Phantom, racconterà la leggenda della "principessa" in cerca di sé stessa attraverso i migliori interpreti italiani, una grande scenografia dalle scioccanti prospettive ottocentesche, costumi imperiali, effetti luce drammatici e tanti effetti speciali, tra cui una tempesta di neve in teatro, fantasmi del passato che danzano nell'aria e un treno in corsa verso Parigi!”

Con queste parole Federico Bellone racconta il senso di ANASTASIAIl Musical nella sua narrazione in scena in anteprima assoluta in Italia ed in programma in tour mondiale.

 

ANASTASIA IL MUSICAL - IL TEAM CREATIVO

FEDERICO BELLONE - REGIA & SCENOGRAFIE

CHIARA VECCHI - REGIA ASSOCIATA & COREOGRAFIE

FRANCO TRAVAGLIO – TRADUZIONE E ADATTAMENTO DELLE PAROLE DELLE CANZONI

ERNESTO BRANCUCCI – PAROLE DELLE CANZONI DEL FILM D’ANIMAZIONE

GIOVANNI MARIA LORI - SUPERVISIONE MUSICALE

CLARA ABBRUZZESE - SCENOGRAFIE 

CARLA RICOTTI - COSTUMI, ACCONCIATURE, TRUCCO

VALERIO TIBERI - DISEGNO LUCI

POTI MARTIN - DISEGNO FONICO

EMANUELE AGLIATI – DISEGNO LUCI ASSOCIATO

PAOLO CARTA - ILLUSIONI & EFFETTI SPECIALI

DOUG BESTERMAN – ORCHESTRAZIONI ORIGINALI

PINO PERRIS – DIREZIONE ORCHESTRAZIONI ITALIANE

MAURIZIO SANSONE - DIREZIONE ORCHESTRAZIONI ITALIANE

ELISA FAGA’ - VOCAL COACH/DIREZIONE VOCALE  

 

ANASTASIA IL MUSICAL - IL CAST

 

SOFIA CASELLI - ANASTASIA

CRISTIAN CATTO – DIMITRI

BRIAN BOCCUNI – GLEB

NICO DI CRESCENZO – VLAD

STEFANIA FRATEPIETRO – LILY

CARLA SCHNECK – IMPERATRICE MARIA

RENATO TOGNOCCHI – ENSEMBLE & REGISTA RESIDENTE

ANDREA SPATA - ENSEMBLE & CAPO BALLETTO

MATTIA CAPUANO - ENSEMBLE

MARCO CARNEVALI- ENSEMBLE

LORENZO GIAMBATTISTA – ENSEMBLE

ELENA IDINI – ENSEMBLE

CLARA MASELLI – ENSEMBLE

MATILDE PELLEGRI – ENSEMBLE

ASIA RETICO – ENSEMBLE

VITTORIA SARDO – ENSEMBLE

  

TEATRO BRANCACCIO
Via Merulana, 244, 00185 Roma  botteghino@teatrobrancaccio.it
1 - 2 aprile 2025 mercoledì - sabato ore 21, sabato ore 16:00
prezzo
biglietto da 40 € a 31 € -disponibilisu www.teatrobrancaccio.it e www.ticketone.it


WINX CLUB alla MILANO DESIGN WEEK con la campagna ‘SPREAD MAGIC NOT HATE’

 


Winx Club, l’iconico brand made in Italy che da oltre 20 anni conquista i cuori di intere generazioni, sarà nuovamente protagonista alla Milano Design Week, in programma dal 7 al 13 aprile 2025, con la campagna di sensibilizzazione globale contro il Cyberbullismo ‘Spread Magic Not Hate’.

Lanciata nel 2024 in collaborazione con il partner globale The Cybersmile Foundation, il progetto prosegue con successo anche in questo 2025 al fianco anche di un nuovo partner italiano: Fondazione Carolina, organizzazione no-profit impegnata nella promozione del benessere digitale e attiva nel supporto alle vittime e per il recupero degli autori di violenza online.

 

Da sempre ambasciatrici di valori come amicizia, coraggio e inclusività, le magiche fatine nate dalla matita e dal genio creativo di Iginio Straffi animeranno la settimana meneghina attraverso sei installazioni che promuoveranno messaggi positivi ed educativi contro il bullismo online.

 

Le installazioni verranno esposte in via Paolo Sarpi, luogo simbolo dell’incontro tra culture, perfetto per celebrare l’unione di stili e tradizioni, inserendosi nei circuiti di Zona Sarpi e Milano Kids Design Week e sveleranno inoltre i design delle iconiche ali della nuova attesissima serie, un reboot completamente nuovo in arrivo in autunno su Rai Kids in Italia e Netflix in tutto il mondo che celebra l’incredibile eredità di Winx Club e che si appresta a mostrare un look totalmente inedito in un ritorno alle origini.

 

Con la sua presenza alla Milano Design WeekWinx Club si conferma un punto di riferimento per le nuove generazioni, combinando magia, design e impegno sociale in un’esperienza unica e coinvolgente.

Educare alla pace sin dall'infanzia. Intervista ad Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

 



Intervista di Marialuisa Roscino

La psicoanalisi ha offerto contributi significativi all'educazione alla pace, specialmente attraverso la comprensione dell'importanza delle prime esperienze di vita e delle relazioni di attaccamento.La psicoanalisi sottolinea anche come le esperienze infantili modellino la personalità e la capacità di relazionarsi con gli altri. Esperienze positive e sicure promuovono la fiducia, l'empatia e la capacità di risolvere pacificamente i conflitti.Esperienze traumatiche o insicure possono portare a difficoltà relazionali e comportamenti aggressivi.La sicurezza emotiva favorisce la fiducia negli altri e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo. 

Educare alla pace fin dalla prima infanzia, secondo la prospettiva psicoanalitica, implica quindi creare ambienti che favoriscano attaccamenti sicuri e fornire modelli di comportamento basati sulla comprensione e sulla gestione positiva delle emozioni. Questo approccio contribuisce a formare individui capaci di instaurare relazioni armoniose e di affrontare i conflitti in modo non violento.È stato dimostrato scientificamente che è possibile creare la cosiddetta "Psicologia della pace", essa è efficace nel gestire i conflitti e favorire dunque la pace. Di  questo e molto altro, ne parliamo oggi con la Dott.ssa Adelia Lucattini, Ordinario della Società Psicoanalitica Italiana

Lucattini: "Centrale è il ruolo della prevenzione dei conflitti attraverso la creazione di un ambiente facilitante e di supporto alla pace, reso maggiormente efficace da esperti con una specifica formazione in psicologia della pace".

Dott.ssa Lucattini, qual è il ruolo della psicologia della pace oggi? In che modo, può assumere un significato importante nella prevenzione dei conflitti interiori e verso gli altri?

Un recente studio pubblicato su Europe’s Journal of Psychology, ha dimostrato scientificamente che è possibile crearla ed è efficace nel gestire i conflitti e favorire la pace.La ricerca condotta su 1074 persone adulte è stata incentrata sul concetto di “Peace-Oriented Mindset (POM)”, ed ha evidenziato il ruolo della prevenzione dei conflitti attraverso la creazione di un ambiente facilitante e di supporto alla pace, creato da individui con specifiche capacità orientate alla pace. Lo studio ha identificato tre dimensioni necessarie per la costruzione della pace e la prevenzione dei conflitti: intellettiva (comprensione della complessità, comprensione degli altri, ecc.), attiva (ad esempio, intraprendere azioni per costruire ponti o per prevenire lo scoppio di potenziali conflitti) e convinzione di fattibilità (vale a dire, la convinzione che anche se altamente impegnativa, la pace può essere mantenuta o ripristinata).

Cosa riferiscono gli studi psicoanalitici  riguardo alla pace?

La psicoanalisi ha contribuito concretamente nel corso della Storia all'educazione alla pace attraverso iniziative come gli "Asili nido di Guerra" istituiti da Anna Freud e Dorothy Burlingham durante la Seconda Guerra Mondiale. Questi asili offrivano ai bambini un ambiente stabile e sereno, aiutandoli a superare i traumi bellici e promuovendo uno sviluppo armonioso. La relazione di attaccamento sicuro tra il bambino e le figure genitoriali è considerata dalla psicoanalisi un elemento chiave per lo sviluppo di una mentalità pacifica. Un attaccamento sicuro favorisce la fiducia negli altri e la capacità di gestire i conflitti in modo costruttivo, mentre esperienze di attaccamento insicuro possono portare a difficoltà nelle relazioni sociali e nella risoluzione pacifica dei conflitti.

Recenti studi scientifici sottolineano, in particolare,  l’importanza cruciale delle prime esperienze di vita nello sviluppo emotivo del bambino. Secondo questi studi, le interazioni iniziali con le figure di riferimento, come i genitori, sono fondamentali per la formazione di una personalità equilibrata e predisposta alla pace, ad evidenziarlo, è stato anche lo stesso Mario M. Montessori Jr., secondo il quale, le prime esperienze influenzano significativamente lo sviluppo emotivo.

Quali benefici può offrire in particolare, la psicologia della pace a bambini e adolescenti? 

Durante l'adolescenza, i giovani affrontano cambiamenti significativi che possono portare a conflitti sia interni, che interpersonali. Secondo una ricerca pubblicata su Parents (2025), è essenziale che gli adolescenti sviluppino capacità che li rendano efficaci nella risoluzione dei conflitti gestendo le emozioni e imparando a rispondere in modo ponderato, anziché reagire impulsivamente. Identificare ed esprimere le proprie emozioni è fondamentale. La psicologia della pace svolge un ruolo cruciale nell'affrontare e prevenire i conflitti sia interiori che interpersonali, specialmente tra bambini e adolescenti, in particolare se integrata con approcci educativi e di gruppo in ambito scolastico, offre gli strumenti necessari per prevenire e gestire i conflitti, promuovendo dialogo e cooperazione. Dal micro al macro: individuo, diade (coppia), gruppo (piccolo e grande), comunità (scolastica, sportiva, etc.), società in senso più ampio. 

Perché secondo Lei è importante che i genitori educhino i propri bambini alla pace sin dall'infanzia? 

​È un insegnamento fondamentale per il loro sviluppo personale e per la costruzione di una società armoniosa. I genitori svolgono sempre un ruolo cruciale in questo processo, poiché la famiglia rappresenta il primo ambiente affettivo, relazionale e di apprendimento dei valori, in cui i bambini apprendono valori e comportamenti.Sono i genitori che contribuiscono a creare un ambiente sicuro e amorevole, trattando i figli con rispetto, dando loro indicazioni e mettendo dei limiti, insegnando così ai propri figli come gestire i conflitti in modo costruttivo. I genitori con il loro amore e le loro azioni, pongono le basi per il benessere psicologico dei loro bambini, come i propri genitori hanno fatto con loro. Vi è una trasmissione transgenerazionale della psicologia della pace, un tesoro prezioso che va coltivato e protetto dagli attacchi esterni e dalla disinformazione (fake news) 

Anche a Scuola, secondo Lei, può essere importante la realizzazione di attività educative orientate alla pace, in particolare, per bambini in età prescolare, nell'ambito dello sviluppo sostenibile?

Il modo per raggiungere la pace è attraverso l'istruzione. Questa formazione include una formazione nello sviluppo di capacità non violente e nella promozione un’attitudine psicologica pacifica. L'educazione alla pace ha cinque presupposti principali: la violenza ha cause, ci sono alternative alla violenza, comprende diverse forme di violenza, la pace stessa è un processo dipendente dal contesto e il conflitto è onnipresente per questo è necessario sapere che c’è, conoscerlo e gestirlo. La pace non si crea da sé, richiede un impegno personale.D’altro canto, l'educazione alla pace è “olistica”, abbraccia la crescita fisica, emotiva, intellettuale e sociale degli studenti all'interno di un quadro di valori umani condivisi. Inoltre, è necessario di coltivare la conoscenza, le competenze, gli atteggiamenti e i valori che compongono una cultura di pace. Il modo per educare alla pace è attraverso il processo di insegnamento di questi valori.

Come è possibile costruire invece, il concetto di pace negli adolescenti? 

Rinforzare o contribuire a costruire il concetto di pace in questa fascia d’età, significa aiutare gli adolescenti a gestire i conflitti in modo costruttivo e a sviluppare sensibilità e attenzione verso i coetanei, i propri familiari e gli adulti con cui si rapportano, insegnanti e educatori. Permette di sostenere il senso di responsabilità personale e condivisa e li aiuta a trovare modelli sani a cui ispirarsi e di esprimere il loro bisogno di giustizia in modo utile e vantaggioso. È un processo che coinvolge famiglia, scuola e società, e che ha un impatto duraturo sul loro sviluppo personale e sulla comunità in cui vivono. Uno studio pubblicato sull’International Journal of Qualitative Methods condotto con studenti di età compresa tra 12 e 18 anni in tre scuole di Glasgow, in Scozia ha messo in evidenza che un approccio strutturato permette agli studenti di comprendere ed esprimere cosa significhi una pace positiva e di vedersi come agenti di cambiamento. 

In che modo è possibile coinvolgerli nella ricerca sull'educazione alla pace?

Lo studio mette in evidenza nove elementi base che devono essere messi in campo, affinché i giovani apprendano una mentalità orientata verso la pace: creare una “Zone di pace” (spazi sicuri dove la violenza è assente), “Legame di pace” (relazioni positive caratterizzate da gentilezza ed empatia), “Giustizia sociale” (presenza di equità e/o uguaglianza), “Eco mind” (rispetto per l’ambiente a e la natura con vivere in armonia), “Link mind” (percezione di interconnessione e dipendenza reciproca positiva tra le persone), “Mentalità di genere” (consapevolezza dei generi e del rispetto reciproco), “Resilienza” (capacità di affrontare e resistere alle calamità personali, ambientali e sociali), “Benessere – salute” (correlazione tra il benessere psicofisico e l’assunzione di responsabilità per se stessi e per gli altri), “Prevenzione” (conoscere i modi per fermare la violenza prima che inizi).

Esistono differenze e somiglianze nelle concettualizzazioni e nei contributi dei giovani di diversa estrazione socioeconomica e geografica? Cosa riferiscono al riguardo, gli ultimi studi scientifici? 

La ricerca condotta a Glasgow ha rilevato che esistono alcune differenze nelle definizioni di pace tra giovani provenienti da diversi contesti socioeconomici e geografici. Ad esempio, mentre alcuni associano la pace all'assenza di violenza fisica, altri la collegano a concetti più ampi come giustizia sociale e uguaglianza. Queste differenze sottolineano l'importanza di considerare le esperienze individuali e il contesto di vita nel comprendere le percezioni giovanili sulla pace. ​Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology ha evidenziato come le differenze economiche regionali e lo status socioeconomico familiare influenzino i comportamenti aggressivi negli adolescenti. I risultati indicano che una condizione socioeconomica fragile è associato a stili genitoriali meno efficaci, relazioni tra pari maggiormente problematiche e minore formazione, fattori che possono aumentare la probabilità di maturare uno svantaggio personale e nel mondo del lavoro e in alcune situazioni favorire comportamenti eccessivamente passivi o impulsivamente aggressivi. Questo suggerisce che gli adolescenti provenienti da contesti economicamente fragili possono trovarsi ad affrontare sfide più grandi quando si trovano a dover gestire i conflitti in modo pacifico, per questo è importante investire su di loro a 360 gradi, sul contesto di vita e sulla scuola.

Quali consigli di dare a genitori ed educatori?  

Essere un modello d’esempio. I bambini imparano osservando i genitori. Rimanere calmi mostrare di saper gestire dei conflitti mostra ai figli come affrontare le difficoltà in modo costruttivo;

Ascoltarli e aiutarli a mettersi nei panni degli altri. Insegnando a riconoscere e rispettare le emozioni proprie altrui, rafforza la loro capacità di costruire buoni rapporti e relazioni costruttive;

Spiegare i conflitti ci sono sempre, fanno parte della vita ma che possono essere affrontai in modo costruttivo attraverso il dialogo e il compromesso. Aiutarli a trovare delle soluzioni, dei compromessi, in cui tutti i contendenti possano sentirsi rispettati;

Favorire il rispetto e l’apprezzamento della diversità. Fare conoscere ai figli culture e realtà diverse attraverso libri, film e viaggi li aiuta a sviluppare una mentalità aperta, vivace, creativa e tollerante; 

Limitare o impedire l’esposizione a contenuti violenti nei media, stando attenti a ciò che guardano in TV, sui Social, nei videogiochi che talvolta portano a normalizzazione della violenza. Bisogna sempre parlare insieme dei messaggi trasmessi dai media, li aiuta a sviluppare un pensiero critico e indipendente; 

Insegnare la gratitudine e la gentilezza. Abituare i figli a riconoscere e apprezzare le cose positive nella loro vita e a praticare piccoli gesti di gentilezza verso gli altri rafforza il loro senso di fare parte a pieno diritto con il mondo;

Non esporli a litigi o conflitti familiari. Gli adulti devono risolvere in separata sede e da soli le loro controversie, senza mai coinvolgere i figli. Se questi sentono, è necessario tranquillizzarli e scusarsi con loro;

Avere un dialogo aperto con la scuola e promuovere collaborando con essa, la cultura della pace come propongono gli studiosi che hanno già lavorato efficacemente a scuola, come a Glasgow.

E ai giovani?

Importante riflettere sui propri conflitti interiori, fanno parte della vita, anche se all’inizio è difficile da intuire e capire;

Cercare di comprendere gli altri, di ascoltarli senza omologarsi, molto spesso hanno pensieri ed esperienze  interessanti da comunicare;

Sapere che la pace, è un bene comune, che si costruisce attivamente a partire dal proprio benessere ed equilibrio personale. Nei momenti di difficoltà i familiari, i buoni amici e anche gli psicoanalisti, capaci di ascoltare in modo specialistico, possono essere di grande aiuto nel ritrovare l’energia e la forza per andare avanti, per trovare e perseguire i propri obiettivi con determinazione e successo.

 


Intervista a Chiara Albertini: “io e la magia della scrittura”



di Laura Gorini

Sono a prescindere una “sognatrice”

Vede la scrittura come qualcosa di magico la dolce Chiara Albertini. E dopo averci fatto sognare con i suoi precedenti romanzi, ha deciso di deliziarsi con un saggio (Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Petters, ndr) dedicato espressamente alla figura di una grande scrittrice di romanzi gialli medioevali. Di questo e di molto altro ancora ci ha parlato l'autrice in questa chiacchierata a cuore aperto.

Chiara, sei autrice di romanzi e di saggi. Solitamente chi scrive i primi si definisce un sognatore e, per certi versi, romantico nel senso più etimologico del termine, mentre chi ama dedicarsi ai secondi più preciso e amante della Storia e della Scienza. A questo punto viene spontaneo chiederti: come stanno veramente le cose secondo te?

Partiamo dal presupposto che quando ci si approccia alla scrittura l’evoluzione della stesura rappresenta, a mio avviso, un atto talmente intimo, personale e relativo, che è difficile “incasellare”, schematizzare le dinamiche, le ragioni e gli stati d’animo che accompagnano e coinvolgono l’intero iter creativo di un’opera.

Comprendo bene cosa vuoi dire, applicando questa veduta antitetica, diciamo pure agli antipodi, credo sia vera solo in parte, perché molto dipende dalle tematiche, dagli argomenti che affronti in un’opera.

Al di là di tutto, se guardo bene nel profondo solo me stessa, nel momento stesso della creazione di un libro, se mi soffermo unicamente sul mio approccio, sulla mia “inclinazione”, allora posso dirti con assoluta certezza che sono a prescindere una “sognatrice”, al di là dei temi affrontati, una persona che si abbandona completamente alla magia - e per questo sogna - delle parole, al potere suggestivo che sanno esercitare, all’incontro magico, inedito e mai scontato tra loro. 

Ti sei occupata tantissimo anche di editing. Che cosa ti affascina in particolare di questo aspetto della scrittura?

Solo su me stessa, ovvero nelle mie opere, non in quelle di altri scrittori, di altre autrici. Ti direi senza dubbio la coerenza logica ed emotiva, l’equilibrio, quella sensazione di “simmetria musicale interiore” che riesci a raggiungere quando senti di aver espresso tutto ciò che provi dentro nella miglior forma possibile, quando la tua intima “melodia” creativa non presenta squilibri e disaccordi, stridori, stonature e sbavature di alcun genere.  

Da esperta e da amante dei libri, cosa provi quando ti accorgi che questa fase non è stata ben curata anche se ti trovi innanzi a un testo di un importante autore?

Non credo mai di aver riscontrato un disagio di questa portata, si parla sempre e soltanto di alcuni refusi rintracciati tra le pagine dei libri letti. Nulla di più. Se dovesse mai capitarmi di imbattermi in un editing grossolano, superficiale, allora penso proprio che la mancata scorrevolezza e linearità all’interno della prosa renda “menomato”, “irrisolto” lo stile stesso di un autore o di una scrittrice.


Nel tuo nuovo saggio hai deciso di parlare di una grandissima scrittrice, una giallista meravigliosa che ha a che fare con il Medioevo, un periodo che, soprattutto nel nostro Paese, non è considerato come si deve quando viene studiato a scuola. Perché hai fatto questa scelta?

Amo da sempre quest’epoca contraddittoria e complessa, per il mistero e il fascino che sa esercitare, un’epoca, per certi aspetti, simile alla nostra. Per cui, il “sentimento” ha giocato un primo ruolo fondamentale. A questo, si è aggiunta in seguito, per quanto riguarda la pubblicazione in sé, la semplice consapevolezza che in ambito italiano non esistesse ancora uno studio analitico, approfondito su questa autrice famosa. 

Ellis Peters ha talvolta deciso di firmare i suoi romanzi anche con il suo vero nome, ovvero Edith Mary Pargeter. Da sua estimatrice, hai notato sostanziali differenze, anche a livello di stile, a seconda della firma usata?

Purtroppo, non ho parametri di confronto, perché di lei ho solo letto e studiato i romanzi facenti parte del ciclo Le Cronache di Fratello Cadfael. Tuttavia, da tempo mi sono ripromessa che leggerò quelli incentrati sulla figura dell’ispettore Felse, una serie firmata sempre con lo stesso pseudonimo.

Per chi ancora non ha avuto il piacere di leggere le opere di questa acuta e meravigliosa autrice, scomparsa ormai 20 anni fa da questo mondo, come descriveresti in poche parole la sua arte? Per quale motivo andrebbe letta e quale suo romanzo consiglieresti di leggere per primo (e perché)?

Di lei amo la sua incisività, il suo acume, la sua ironia, l’estrema cura per i dettagli e i particolari. Andrebbe letta soprattutto per la profonda verità di intenti, l’audacia e il coraggio che è riuscita a trasmettere nelle sue opere.

Ho apprezzato moltissimo la prima cronaca, La bara d’argento, perché si presenta come un compendio di molte tematiche avvincenti, fra cui, a mio avviso, la più suggestiva e affascinante riguarda la concezione delle reliquie dei santi e la fede degli abitanti in quell’epoca, un tema che presenta diversi chiaroscuri interessanti.


Fruit and Salad School Games 2025 sbarca in Sicilia

 


Le giornate di Fruit and Salad School Games 2025 continuano in Sicilia.

Ad Aprile il progetto sulla sana alimentazione ripartirà dalle scuole siciliane, coinvolgendo alunni e docenti e sensibilizzandoli al consumo di frutta e verdura. Come ogni anno, il progetto Fruit and Salad, porta entusiasmo e vitalità nelle scuole italiane, appoggiato dalle organizzazioni di produttori che mettono a disposizione i loro prodotti di ottima qualità. Diffondere i principi della sana alimentazione e la passione per l'attività sportiva è fondamentale per permettere alle giovani generazioni di vivere una vita salutare e basata su abitudini alimentari corrette.

Nel corso di questi eventi le classi delle diverse scuole si sfideranno in avvincenti quiz sulla sana alimentazione, riceveranno importanti informazioni sul consumo di frutta e verdura dell'agronomo Gaetano Cortese, si misureranno in percorsi sportivi che incentivano a praticare attività fisica e degusteranno frutta e verdura offerta dalla O.P. "La Deliziosa".

La prima tappa in Sicilia si svolgerà il 7 aprile presso la Scuola Elementare Statale Plesso G. Verga di Biancavilla (CT), la seconda e la terza tappa si svolgeranno l’8 e il 9 aprile presso l’ I.C. Antonio Bruno di Biancavilla (CT). La quarta e la quinta tappa avranno luogo il 10 e l’11 aprile presso l’I.C. Ercole Patti di Biancavilla (CT).

Le classi vincitrici di ogni tappa parteciperanno alla finalissima che si svolgerà il 16 aprile a Foggia.

BEAT GENERATION di Giorgio Latini in scena domenica 13 aprile all'Altrove Teatro Studio-Roma

 


Appuntamento con la musica all’Altrove Teatro Studio domenica 13 aprile con BEAT GENERATION, spettacolo scritto e diretto da Giorgio Latini.

Nel 1940 l’incontro tra Jack Kerouack e Allen Ginsberg genera un movimento che quattro anni più tardi prenderà il nome di Beat Generation e culminerà nel 1951 con la scrittura del libro cult “On the road”. Gli ideali della Beat Generation sono il rifiuto della violenza e delle regole della vita convenzionale, la liberazione sessuale e delle droghe. Da qui nascerà il beat, ovvero il movimento musicale che si origina proprio nei primi anni ‘60. Attraverso le voci di Ottavia Bianchi, Ludovica Bove e Giorgio Latini, accompagnate alla chitarra da Giacomo Ronconi, torneremo al periodo tra la fine degli anni ‘50 e il 1969. Riascolteremo i brani noti e meno noti della “Brit Invasion”: i Beatles e i Rolling Stones ma anche il folk americano fino alla musica psichedelica che saranno lo sfondo per il successivo grande movimento sociale degli hippie. A grandissima richiesta torna il racconto di questo favoloso periodo della storia dell’uomo in cui politica, società, musica sembravano ancora poter convergere tutte verso lo stesso, meraviglioso sogno di libertà.

 

“La scelta della “scaletta” in Beat Generation è stata forse la fase più difficile”. _ annota Giorgio Latini. “In questo senso l’apporto di Giacomo Ronconi è stato fondamentale: insieme a lui si è trovato il necessario equilibrio tra le canzoni per così dire “obbligate” e alcune chicche meno note. L’inusuale arrangiamento per una sola chitarra e ben tre voci cantanti ha dato vita ad una serie di soluzioni che hanno rappresentato una sfida per gli interpreti che nascono, in primis, come attori e che si lanciano in questa nuova sperimentazione artistica.”


 

Biglietti: Intero 15€

Altrove Teatro Studio - Via Giorgio Scalia 53, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 3518700413, email ipensieridellaltrove@gmail.com

 

Willem Dafoe legge “Giuda” di Gabriele Tinti stasera alla Pinacoteca di Brera

 


Il 4 Aprile, alle ore 19:30, la Pinacoteca di Brera ospiterà Willem Dafoe per la lettura delle poesie di Gabriele Tinti che traggono ispirazione dal Cenacolo di Pieter Paul Rubens, capolavoro attualmente collocato nel Laboratorio trasparente di restauro di sala XVIII in vista di un importante intervento conservativo sostenuto da PwC.

Il visitatore medio passa soltanto dai quindici ai trenta secondi di fronte ad un’opera d’arte. Questo progetto rappresenta un’occasione unica per entrare in una differente relazione e conoscenza con le opere d’arte e la loro storia attraverso la poesia.

Il dipinto di Rubens che ispira il reading rappresenta l’Eucarestia, la benedizione del pane che precede l’annuncio del tradimento. Cristo siede a tavola. Benedice il pane e il vino. Alla sua destra siede Pietro; a sinistra, Giovanni. Seduto sul lato opposto del tavolo è Giuda, reso in posa nervosa e con uno sguardo penetrante e turbato, rivolto al riguardante. Sotto suoi i piedi un cane rosicchia un osso, forse simbolo di avidità o bramosia. Giuda tace, cova il tradimento, si ritrae nell’ombra, nel suo essere differente dal resto degli apostoli in quanto non ha potuto (seguendo l’interpretazione di alcuni vangeli gnostici in cui egli è strumento di un disegno divino) o voluto accogliere la luce della grazia e per questo condannato ab aeterno. Alcuni studiosi pensano che Giuda non abbia esattamente fatto quello che voleva ma che fu mosso da un disegno superiore: egli fu prescelto in quanto l’unico tra gli apostoli abbastanza forte per tradire, per divenire capro espiatorio.

I testi di Tinti sono organizzati come un confessione - una confessio vitae - dove Giuda/Dafoe esprime il dramma proprio d’ogni uomo quando si trova separato dal divino, quando è continuamente spinto tra speranza e disperazione, illusione e delusione, tenebre e luce. Il reading verrà filmato e in seguito messo a disposizione del pubblico.

L’iniziativa rientra nella serie di scrittura ecfrastica che è il frutto del culto delle immagini dello scrittore e poeta Gabriele Tinti, recentemente celebrato dal Times e dal Guardian, che da anni compone poesie ispirate alle opere d’arte e ai luoghi del mito. Le letture hanno l’obiettivo di riattivare l’aura dell’arte del passato attraverso la composizione poetica e l’interpretazione, in questo caso, di uno dei maggiori attori viventi com’è Willem Dafoe.

Il video della performance sarà disponibile da mercoledì 9 aprile sul canale YouTube della Pinacoteca di Brera e su pinacotecabrera.org.


NOVE: La nuova stagione di "LITTLE BIG ITALY" con FRANCESCO PANELLA da lunedì 7 aprile in prima serata

 


Essere un’icona mondiale non è sempre facile. E anche se l’imitazione è la più sincera forma di adulazione, a tavola l’autenticità è tutto, a maggior ragione se parliamo di cucina italiana. Lo sa bene Francesco Panella che è pronto a ripartire alla ricerca dei migliori ristoranti italiani all’estero nelle nuove puntate di “LITTLE BIG ITALY”, prodotto da Banijay Italia, in onda da lunedì 7 aprile in prima serata sul Nove e disponibile in anteprima streaming su discovery+.

 

Quella di Francesco è una vera e propria missione: trovare autentici ristoranti italiani in giro per il mondo, in grado di offrire i veri sapori di casa nostra. E dopo aver toccato ben 4 continenti per un totale di 63 città, mappamondo alla mano Francesco ha cercato nuove destinazioni in cui testare l’italianità: un viaggio alla ricerca di quel boccone che fa sentire il calore di casa che farà tappa in Europa a ROTTERDAMLIVERPOOLSOFIATALLINN e ATENE, per poi raggiungere il Brasile tra SAN PAOLO e RIO e il Messico a GUADALAJARA.

 

Tante città visitate e, soprattutto, tante storie di famiglie italiane che hanno deciso di lasciare il Paese per creare le loro imprese all’estero, facendosi portavoce del gusto e della tradizione culinaria del nostro territorio. Ma anche storie di connazionali che vivono fuori dall’Italia e che al ristorante cercano di ritrovare i sapori di casa.

Il meccanismo rimane invariato: in ogni puntata, tre expat italiani che vivono in città porteranno Francesco nei loro tre ristoranti italiani del cuore e chi di loro avrà vinto il test di italianità porterà in dote il gettone tricolore, che varrà un punto in più per il proprio ristorante. Il giudizio viene espresso su tre piatti: la scelta dell’expatil piatto forte del ristoratore e una voglia di Francesco fuori menù. Alla fine, Francesco attribuisce anche il voto di italianità che, sommandosi ai voti parziali, può essere determinante per decretare il miglior ristorante Little Big Italy di ogni città.

 

“LITTLE BIG ITALY” (8x75’) è prodotto da Banijay Italia per Warner Bros. Discovery. NOVE è visibile al canale 9 del Digitale Terrestre, Sky Canale 149 e Tivùsat Canale 9. Le puntate saranno disponibili in anteprima su discovery+ a rilascio settimanale a partire dal 31 marzo.

Casa Vuota Roma, dal 5 aprile la mostra "Valeria Carrieri. Portagioie"

 

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Valeria Carrieri, Miniature Metamorfosi, 2023-2024, ricami con fili di cotone (fotografia di Silvia Sirpresi)

Dal 5 aprile al 1 giugno 2025 Valeria Carrieri popola di ninfe Casa Vuota a Roma, in occasione della mostra Portagioie curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. Portagioie è la prima personale dell’artista e viene ospitata dall’appartamento-galleria di via Maia 12 al Quadraro. L’appuntamento del vernissage è sabato 5 aprile dalle ore 18 alle ore 21. Dopo l’inaugurazione, la mostra si può visitare su appuntamento, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com.

 

UN CORO DI NINFE IN UNA CASA VUOTA – «Le stanze di Casa Vuota – spiegano i curatori della mostra Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – danno a Valeria Carrieri l’occasione di una prima e ampia restituzione al pubblico di un progetto di ricerca che l’artista porta avanti a partire dal 2022 sulle figure mitologiche delle ninfe e sulla rilettura del mito antico. Viene presentata nella forma di una grande installazione site-specific costruita dall’artista per abitare lo spazio espositivo domestico, secondo le regole di una sintassi onirica che dispone sculture, dipinti e ricami in dialogo tra loro. La produzione più recente di Carrieri è l’evoluzione di un discorso più ampio e di respiro decennale sulle immagini e le metafore del giardino. A partire dall’esperienza dell’osservazione di una pianta di cappero nella residenza del Simposio di Pittura curata da Luigi Presicce alla Fondazione Lac O Le Mon di San Cesario di Lecce, l’artista inizia a intuire e a vedere apparire volti umani negli organismi vegetali, che si rendono visibili dapprima nelle forme stilizzate del disegno e poi anche attraverso la pittura, il monotipo e la scultura, con una predilezione per la ceramica e la cartapesta. Nasce così la serie di lavori intitolati Ninfa domestica, popolata prima di presenze singole e poi di entità plurali, che si trova in poco tempo a contendere l’attenzione dell’artista con un’altra serie di opere analoghe, quella delle Naiadi, dedicate però alla personificazione dell’elemento acquatico. Le Naiadi prendono la forma di volti che fanno capolino dall’interno di brocche o di vasi, in cui riecheggiano lontanamente le strutture dei canopi etruschi e, più in generale, dei vasi funerari. Ma questo non deve trarre in inganno: l’arte di Valeria Carrieri è vitale e gioiosa di una gaiezza puerile, spontanea e leggera. Si nutre delle immagini prodotte dall’arte popolare, brut, naïf, mescolando mondo preromano e medioevo, barbarismi e mitologia, di cui cercare tracce, frammenti e retaggi nella quotidianità e di cui fare riscritture critiche e ironiche. Coniuga, con vertiginosa sapienza, la leggerezza dei giochi infantili con la profondità di una riflessione teorica volta ad approfondire il ruolo del femminile sia in prospettiva storica, sia in termini di produzione di immaginario, a partire dalla figura emblematica di Dafne che si trasforma in alloro per sfuggire ad Apollo. Le ninfe di Carrieri prendono la parola per rinovellare la storia terribile e affascinante del “silenziamento” di Dafne, modello dei meccanismi che riducono al silenzio tutti i soggetti sottoposti al potere maschile e prevaricatore. Quanti non detti in queste storie che crediamo di conoscere così bene! Quante voci sono ancora da ascoltare e reclamano un posto nel palcoscenico della cultura e della coscienza collettiva, sembra dirci Carrieri, senza però avere la pretesa di insegnarci nulla».

 

UN DIALOGO CON IL NOVECENTO – A sottolineare la natura site-specific dell’intervento dell’artista, alcune opere che Valeria Carrieri ha realizzato per la sua prima mostra personale si pongono in dialogo diretto con opere di artiste del Novecento appartenenti alla collezione dei padroni di casa. E così una china di Antonietta Raphaël si rispecchia in una piccola acquaforte di Carrieri, una rara ceramica di Ercolina Baroni e un dipinto su carta di Nedda Guidi ispirano due grandi sculture in cartapesta e un autoritratto giovanile di Paola Consolo si rapporta con il tema dell’autoritratto che sottende, come filo conduttore e come chiave di lettura, l’intera partitura del lavoro di Valeria Carrieri. In mostra si trova inoltre una serie di piccoli ricami, opere indossabili e potenti come talismani, eseguiti in maniera spontanea e quasi infantile. Per realizzarli l’artista riprende e fa proprie le miniature medievali che raccontano i miti classici in modo straniante dal punto di vista della forma, con rappresentazioni grottesche, senza il senso della prospettiva e delle proporzioni e senza alcuna pretesa di realismo. «In generale – spiega l’artista – mi piace l’idea di ripescare in genealogie di creazione di artiste donne e di artiste anonime. Una parte importante del mio lavoro è da sempre ispirata a una produzione folklorica e popolare. Mi affascina da una parte un’idea non autoriale dell’arte, un’arte senza firma, e dall’altra mi interessa allargare la nozione di autore, che mi appare così ristretta nei confini di un canone artistico e letterario».

 

PICCOLE GIOIE PER UN’AUTORITRATTO – «È l’autoritratto il grande tema con cui l’arte di Valeria Carrieri si esercita», scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. «È un Autoritratto notturno, come dice il titolo di una delle opere in mostra, dislocato negli oggetti del quotidiano: una composizione di elementi variegati, compresenti in una dimensione onirica, surreale e ironica, legati tra loro da un profluvio di acqua e piantoSono oggetti spesso ginomorfi quelli che realizza, femminilizzati o riconducibili alla sfera semantica del femminile: quasi un kit di sopravvivenza destinato alla sua Dafne per prepararla a tutte le evenienze di una quotidianità irta di ostacoli. Valeria Carrieri è interessata a mostrare il confine labile tra antropomorfismo, regno vegetale e vita degli oggetti. Le entità che animano il suo universo creativo possono trasformarsi le une nelle altre senza soluzione di continuità. A ispirarla sono il paradigma “idrofemminista” della scrittrice Astrida Neimanis e il pensiero di Barbara Johnson. Il racconto di un sé intessuto di mille altri racconti porta l’artista a fare un conto tragicomico delle sue lacrime, preziose come gioielli, che si fanno conservare con devozione in un Portagioie fatto mostra e che albergano tra i segreti insondabili di piccoli cofanetti che l’artista modella in forma di sculture apribili. In un meccanismo metanarrativo, la casa stessa diventa scrigno di storie, citazioni, visioni, trasmutazioni e apparizioni. Si palesano, di volta in volta, come manifestazioni di uno stupore domestico, che si traduce in sculture, oggetti e artifici visuali disposti a comporre un’unica grande installazione. Il visitatore la attraversa e, lì dove sosta, il tempo della sua fruizione si fa insolita e ironica rivisitazione di un patrimonio comune riletto dai margini della storia. Ribaltando i ruoli, è il racconto di Dafne, una figura da sempre sfuggente e mai diventata davvero protagonista, e non quello di Apollo che Valeria Carrieri vuole mettere al centro, rivendicando le ragioni e le dinamiche di una metamorfosi che abbraccia non solo il mondo vegetale e l’oltreumano ma anche il ruolo e il peso delle donne nella storia, nella cultura e nell’ordine del mondo». 

 

Valeria Carrieri (1987) è un’artista e ricercatrice con un percorso multidisciplinare. Ha studiato Letteratura tra Roma, Siena e Losanna e Arti visive alla Haute École des Arts du Rhin di Strasburgo. La sua ricerca si nutre di pittura e letteratura guardando contemporaneamente alle arti cosiddette brut e popolari, alla poesia e al teatro. Nella sua pratica – che consiste in testi, disegni, monotipi, ricami, dipinti e sculture, principalmente in cartapesta e ceramica – interroga lo spazio silenzioso tra arte, mito e vita quotidiana, il limite indefinibile tra antropomorfismo e oggettualità. Vive a Roma, sua città natale. Tra le mostre si segnalano nel 2025 a Milano Dafne suite / il Diluvio a Studiolo Bureau e Intorno alla Stella alla Nashira Gallery, nel 2024 Studiolo at rue du Dragon a Parigi, Drawingsssssss a Studiolo Bureau a Milano, Viafarini Open Studio a Milano, Guerriere d’amore nel sogno con Valentina Lupi a Tana delle Tigri a Firenze, Nei giardini non dorme l’erba a IUNO a Roma e Li Sibburchia Lecce. 

 

INFORMAZIONI TECNICHE:

TITOLO DELLA MOSTRA: Portagioie

ARTISTA: Valeria Carrieri

LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A

QUANDO: dal 5 aprile al 1 giugno 2025

ORARI: visitabile su appuntamento

VERNISSAGE: 5 aprile 2025 (orari: 18-21)

INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email vuotacasa@gmail.com | INGRESSO GRATUITO

GAIA ANNUNCIA IL TOUR ESTIVO. "CHIAMO IO CHIAMI TU"È LA CANZONE PIÙ TRASMESSA DALLE RADIO ITALIANE

 


Volata al primo posto della classifica Earone con CHIAMO IO CHIAMI TU, presentata sul palco del 75° Festival di Sanremo, canzone più trasmessa dalle radio italiane, Gaia annuncia oggi le prime date del tour estivo (prodotto da Vivo Concerti e distribuito in collaborazione con Color Sound) che seguirà il concerto-evento del 7 maggio al Fabrique di Milano.

 

Occasione per presentare dal vivo i brani del nuovo album rosa dei venti – pubblicato lo scorso 21 marzo per Columbia Records/Sony Music Italy – il viaggio musicale estivo di Gaia parte da Bitonto (BA) il 25 maggio @ Piazza Marconi, per arrivare poi a Livorno il 31 maggio @ Straborgo, a Perugia il 3 luglio @ Umbria che Spacca, a Mirano (VE) il 4 luglio @ Mirano Festival, a Piacenza il 26 luglio @ Palazzo Farnese, a Verona il 28 luglio @ Teatro Romano - Contaminazioni Festival, a Crotone il 31 luglio @ Crotone Summer Fest 2025, a Porto Sant’Elpidio (FM) il 2 agosto @ Summer Festival, a Rocca di Capri Leone (ME) il 3 agosto @ Piazza Gepy Faranda, a Adrano (CT) il 4 agosto @ Castello Normanno, a Santa Margherita Ligure (GE) il 6 agosto @ Anfiteatro Bindi, La Spezia il 7 agosto @ Piazza Europa, a Gonessa (CA) il 20 agosto @ Piazza del Minatore, a Padula (SA) il 23 agosto @ La Certosa di San Lorenzo, e a Cuneo il 13 settembre @ Connessioni Festival. Il calendario è in continuo aggiornamento.

 

In rosa dei venti 13 tracce – 12 inediti in aggiunta a CHIAMO IO CHIAMI TUprodotta da Zef e Madfingerz, diventata subito virale sui social media – tra cui le speciali collaborazioni con Capo PlazaGuè, Lorenzza e Toquinho. Primo progetto interamente in italiano della cantautrice italo-brasiliana, il disco apre al suo diario personale e, tra pezzi più intimi e canzoni più energiche, traccia un percorso alla ricerca della bussola interiore.

 

I biglietti per il concerto-evento al Fabrique di Milano sono disponibili su tutte le piattaforme di prevendita on-line e nei punti vendita autorizzati. Sono già disponibili anche quelli per la data di Perugia, mentre i biglietti per le altre date estive a pagamento saranno disponibili on-line dalle ore 14:00 di lunedì 7 aprile e in tutti i punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di sabato 12 aprile.

L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

 

 

CALENDARIO TOUR ESTIVO

 

25 maggio 2025 | Bitonto (BA) @ Piazza Marconi

31 maggio 2025 | Livorno @ Straborgo

03 luglio 2025 | Perugia @ Umbria che spacca

04 luglio 2025 | Mirano (VE) @ Mirano Festival

26 luglio 2025 | Piacenza @ Palazzo Farnese

28 luglio 2025 | Verona @ Teatro Romano - Contaminazioni Festival

31 luglio 2025 | Crotone @ Crotone Summer Fest 2025

02 agosto 2025 | Porto Sant’Elpidio (FM) @ Summer Festival

03 agosto 2025 | Rocca di Capri Leone (ME) @ Piazza Gepy Faranda

04 agosto 2025 | Adrano (CT) @ Castello Normanno

06 agosto 2025 | Santa Margherita Ligure (GE) @ Anfiteatro Bindi

07 agosto 2025 | La Spezia @ Piazza Europa

20 agosto 2025 | Gonessa (CA) @ Piazza del Minatore

23 agosto 2025 | Padula (SA) @ La Certosa di San Lorenzo

13 settembre 2025 | Cuneo @ Connessioni Festival


Lo sport è (anche) una questione sociale: per oltre l’80% degli italiani si fa con amici, familiari o vicini di casa

 


In occasione della Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, che si celebra ogni anno il 6 aprile per ricordare quanto l’attività fisica possa migliorare la vita delle persone e rafforzare i legami nelle comunità, Elty ha voluto indagare a fondo lo stato della prevenzione sportiva in Italia, per capire davvero quanto spazio e importanza viene dato – oggi – al benessere fisico.

Dall’indagine emergono dati che fanno riflettere: per molti italiani lo sport è prima di tutto un momento sociale, con oltre l’80% dei rispondenti che si allena in compagnia di amici (46,3%), familiari (32,1%) o vicini (2.8%). Ma la frequenza resta bassa: meno della metà degli italiani pratica attività fisica 1-2 volte a settimana. Il principale ostacolo? La mancanza di tempo, indicata dal 51,9% degli intervistati.

 

Abitudini sportive: uno specchio della quotidianità
L’indagine di Elty rivela un quadro sfaccettato delle abitudini sportive degli italiani, con alcune differenze legate al contesto geografico e al genere. La fascia più ampia dei rispondenti (42,6%) dichiara di praticare attività fisica 1-2 volte a settimana, seguita da un consistente 39,9% che si affida alla camminata quotidiana come forma principale di movimento, soprattutto nei piccoli centri abitati (42,3%). A non svolgere alcuna attività sportiva è il 13,5% degli italiani, mentre solo una piccola minoranza (4,1%) si dedica allo sport in modo professionale. Sono le grandi città a registrare il dato più alto per quanto riguarda la pratica sportiva a livello professionistico (5,4%), segno che nei grandi contesti urbani esiste anche un maggiore accesso a strutture e percorsi di alto livello.

 

Mentre la camminata si conferma l’attività più popolare per entrambi i sessi, gli uomini tendono a scegliere sport più dinamici e ad alto dispendio di energie, come calcio, corsa e tennis, mentre le donne si orientano più spesso verso attività legate al benessere psicofisico, tra cui yoga, pilates e danza. Anche la frequenza con cui si pratica sport mostra alcune variazioni. Gli uomini risultano più costanti: praticano sport 1-2 volte la settimana o a livello professionistico con una frequenza superiore del 7,4% e del 48,3% rispetto alle donne. Non da ultimo, il sesso femminile riporta un tasso di inattività che supera quello maschile del 53,2%, a conferma di quanto ancora pesino barriere legate a tempo, motivazione o accessibilità.

 

Lo sport si conferma, per molti italiani, un’attività dal forte valore sociale. L’indagine Elty mostra, infatti, che quasi la metà dei rispondenti (46,3%) preferisce praticarlo con gli amici, trasformando l’allenamento in un momento di condivisione e svago. Anche la famiglia gioca un ruolo importante: il 32,1% coinvolge infatti partner, figli o altri familiari nella propria routine sportiva. Una quota più ristretta (18,8%) sceglie invece di fare sport con persone sconosciute che condividono la stessa passione – una scelta più frequente tra le donne.

 

Questi dati raccontano come lo sport, oltre a essere strumento di benessere fisico e mentale, sia anche un potente collante sociale, capace di rafforzare legami esistenti o crearne di nuovi attorno a valori comuni come la salute, il tempo libero e la motivazione.

 

Tra motivazione e benessere psicofisico
Quando si parla di sport, la spinta a iniziare – o a continuare – è spesso legata a un bisogno personale. L’indagine Elty conferma che, per entrambi i sessi, la motivazione principale è il desiderio di sentirsi meglio con sé stessi (47,3%), seguita dalla volontà di perdere peso (25,9%) o di ridurre ansia e stress (15,3%).

 

In termini di motivazione, ci sono anche differenze interessanti tra donne e uomini. Le prime, ad esempio, mostrano una maggiore sensibilità verso il benessere mentale: la riduzione di stress e ansia rappresenta per loro una leva più forte. Gli uomini, invece, trovano motivazione soprattutto nella dimensione sociale – la compagnia – e nella gestione di condizioni croniche, come strumento di prevenzione o supporto terapeutico.

 

Ma è con l’avanzare dell’età che si notano inevitabilmente i cambiamenti più marcati. I giovani (15-34 anni) praticano sport con maggiore frequenza e lo vivono come momento di socializzazione e supporto al benessere mentale. Gli adulti (35-64 anni) tendono a preferire attività più leggere come la camminata, spesso spinte dalla volontà di perdere peso. Gli over 65, infine, sono motivati soprattutto dalla gestione di patologie croniche, ma incontrano più difficoltà nel mantenere costante la pratica.

 

Ostacoli: il tempo che manca, la motivazione che vacilla

Nonostante la crescente consapevolezza dell’importanza di uno stile di vita attivo, gli ostacoli restano numerosi e spesso difficili da superare. Il principale nemico, per entrambi i sessi, è il tempo: oltre la metà dei rispondenti (51,9%) la indica come la prima barriera alla pratica sportiva, ma sono soprattutto le donne a percepirla come un limite più pressante. Seguono la difficoltà nel trovare la giusta motivazione (32,7%) – un ulteriore aspetto che pesa in modo particolare sulle donne – e poi i costi (9,8%) e la zona in cui si vive (5,6%), fattori che invece tendono a scoraggiare maggiormente gli uomini.

 

Lo sport ha il potere di cambiare il mondo: averne accesso è un diritto fondamentale e un potente strumento per rafforzare i legami sociali e promuovere lo sviluppo sostenibile, nonché la solidarietà e il rispetto per tutti” ha dichiarato Stefano Casagrande co-CEO & Founder di Elty. “Essenziali sono anche i benefici che lo sport porta alla salute e, in Elty, siamo fortemente impegnati a diffondere una cultura del benessere che fonda le sue basi nel movimento fisico. È importante anche educare sull’importanza di un'adeguata prevenzione e controlli regolari per non incorrere in problemi fisici che possano compromettere le performance e il benessere generale.”

 

A tal proposito, è opportuno sempre controllare con il proprio centro sportivo quali sono i certificati medici o requisiti per la pratica dello sport in sicurezza, sia nel caso di sport amatoriali che agonistici.

 

Welfare aziendale: un’occasione ancora poco colta

Lo sport fa bene alla salute, all’umore e anche alla produttività. Eppure, il mondo del lavoro italiano sembra ancora poco attento a promuovere l’attività fisica tra i propri dipendenti. Secondo l’indagine Elty, il 73% dei lavoratori afferma di non ricevere alcun tipo di incentivo o supporto per mantenersi attivo. Solo l’11,4% dichiara di avere accesso a programmi o agevolazioni legate allo sport – come abbonamenti, convenzioni o iniziative aziendali.

 

I programmi di welfare aziendale diventano sempre più una risorsa chiave per supportare i dipendenti a trovare un migliore equilibrio tra esigenze personali e professionali. Questo approccio non solo favorisce il benessere individuale, ma contribuisce anche a una maggiore produttività e soddisfazione lavorativa.

 

Le soluzioni dedicate al welfare aziendale offerte da Elty, che completano i benefici prodotti dall’attività sportiva, includono servizi online essenziali per la salute e il benessere fisico e mentale tra cui:

  • Percorsi psicologici: servizi dedicati alla gestione dello stress, dell’ansia e dei cambiamenti emotivi.
  • Nutrizionista online: offre piani alimentari personalizzati per garantire una dieta equilibrata durante e delle performance ottimali.

 

L’indagine di Elty è stata condotta su un campione di riferimento di 1000 persone nel mese di marzo 2025 tramite domande in app Elty.


Elty 

Elty è una HealthTech scale-up 100% italiana, parte del Gruppo Unipol, nata con l’obiettivo di rendere la salute fisica e mentale più accessibile per gli Italiani. La piattaforma offre strumenti innovativi per la digitalizzazione dello studio medico e delle cliniche e una molteplicità di servizi dedicati ai pazienti, incluso il supporto continuo e personalizzato tramite chat e video via smartphone. Inoltre, mette a disposizione delle aziende una serie di servizi welfare per il benessere dei dipendenti, tra cui il sostegno in materia di benessere fisico e psicologico. Grazie all'innovazione dei servizi e all’impatto sulla comunità, l’azienda ha ricevuto numerosi premi a tutti i livelli istituzionali, dal ministero dello sviluppo economico, Regione Lombardia e Comune di Milano. È stata anche nominata tra le principali startup a livello europeo nel mondo dell’healthcare. Attiva dal 2019, l’azienda vanta una fase di hyper growth passando da 20 a più di 100 persone in soli pochi mesi e conta oggi un team con età media di 30 anni. Per ulteriori informazioni: elty.it.

ROMA FILM MUSIC FESTIVAL dal 6 aprile con il premio a Simonetti e Dario Argento, chiude Avatar in prima europea

 


Roma Film Music Festival, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore guidata dalla direzione artistica di Marco Patrignani, è pronta a raccontare ancora una volta il grande cinema attraverso la musica con la sua quarta edizione a Roma dal 6 al 12 aprile

Nei celebri Forum Studios fondati da Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli e Luis Bacalov – ancora una volta cuore del festival e culla dell’Orchestra Italiana del Cinema – prendono vita dibattiti e talk con i compositori che hanno contribuito a rendere celebri le pellicole più amate; mentre all’Auditorium Conciliazione arriva un’attesa anteprima internazionale dopo le prime tre edizioni che hanno coinvolto oltre 20.000 spettatori, addetti ai lavori e appassionati. 

Per la prima volta nell’Europa continentale, a seguito dell’anteprima mondiale nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra, arriva infatti “Avatar Live In Concert” (qui il video trailer), la versione cineconcerto del film record di incassi di tutti i tempi, tre premi Oscar, una potenza visiva che ha conquistato il mondo e ridefinito i confini del fantastico.

Sul grande schermo l’intero film capolavoro di James Cameron in alta definizione, mentre sul palco l’Orchestra Italiana del Cinema - nella sua formazione più ampia di 120 elementi di orchestra, coro ("Labirinto Vocale" e "Sezioni Auree") e la solista Eleanor Grant, diretta da Ludwig Wiki (già direttore della premiere mondiale) - interpreta dal vivo in perfetto sincrono il film  la colonna sonora di James Horner, il grande compositore prematuramente scomparso e già al fianco di Cameron  in Titanic e Alien Scontro Finale.

Quattro repliche e due città per assistere al grande evento: all’Auditorium Conciliazione di Roma venerdì 11 aprile (ore 20,30) e sabato 12 (ore 20,30); al Teatro Arcimboldi di Milano sabato 24 maggio (ore 20,30) e domenica 25 (ore 15,00). 

“Profondo Rosso In Concert” (qui il video trailer) è l’evento di apertura del festival, già soldout, al Forum Theatre domenica 6, lunedì 7 aprile e martedì 8 aprile. Il capolavoro di Dario Argento che quest’anno compie 50 anni torna nel nuovo teatro immersivo degli storici Forum Studios – dove fu registrata la colonna sonora - con la proiezione integrale rimasterizzata del film e le musiche eseguite dal vivo proprio da Claudio Simonetti, creatore e interprete dell’edizione originale, con i Claudio Simonetti’s Goblin.

Poco prima del cineconcerto, domenica 6 aprile, il festival assegna un riconoscimento a Claudio Simonetti e Dario ArgentoÈ il premio internazionale Film Music Award 2025 “UNITI ARTE CREANT” (Uniti creano arte), consegnato dal direttore artistico Marco Patrignani in apertura del concerto. Non si premia solo il talento, ma un legame profondo: quello tra compositore e regista, architetti invisibili dell’emozione, coautori di mondi, voci di un’unica visione. A rendere eterno questo legame sarà un’opera straordinaria, creata appositamente dal maestro scultore Dante Mortet, erede di una lunga tradizione artistica che affonda le radici nella classicità romana. Il premio prende la forma di una medaglia scolpita secondo l’antica arte dei medaglieri imperiali, come quelle che i Cesari affidavano alla storia per tramandare il loro volto e il loro tempo, su un lato il volto del compositore, sull’altro quello del regista — due profili che si cercano e si completano, come due lati della stessa anima artistica.

Mercoledì 9 aprile (ore 21) sempre al Forum Theatre arriva “Cinema Chorale - immersive concert“: un viaggio immersivo tra le colonne sonore più iconiche del grande cinema, reinterpretate da un magnifico coro (“Labirinto vocale” e “Sezioni Auree”) diretto da Ludwig Wiki con la partecipazione di Riccardo Biseo (pianoforte) e Riccardo Marini (Sax). Un evento che unisce musica e proiezioni immersive per un’esperienza coinvolgente che include tra gli altri i capolavori di Ennio Morricone, John Williams e Hans Zimmer.

Forum Studios rimangono teatro dei preziosi Film Music Talk, moderati da Marco Patrignani e dal direttore di ColonneSonore.net Massimo Privitera, co-conduttore insieme a Marco Testoni del programma web Soundtrack City. Accesso gratuito su prenotazione – info su www.romafmf.com

Da lunedì 7 aprile si entra nel vivo alle 16:30 con i Mokadelic, autori delle musiche di “Gomorra-la serie” e “Akab” (film e serie tv); mentre alle 18:00 è in programma il talk “Oltre le note, dentro le storie” con il Maestro Paolo Buonvino, vincitore del David di Donatello e del Nastro d’Argento con “Caos Calmo” e compositore di numerosi film come “L’ultimo bacio”, “Manuale d’amore”.

Martedì 8 aprile alle ore 15:00 arrivano le sorelle Virginia e Lorena Brancucci con il tributo al padre Ernesto, in arte Ermavilo, celebre paroliere, doppiatore e cantante per Cinema e Serie TV (“Pirati dei Caraibi”, “La Sirenetta”, “Nightmare Before Christmas”).

Alle 16:30 Claudio Simonetti (“Profondo Rosso”, “Suspiria”, “Opera”) affronta il tema della musica horror con “Quanto è denso il rosso della musica horror?” e chiude la giornata alle 18:00 Ray Costa, agente di alcuni dei più importanti compositori di film music e cantautori internazionali.

Mercoledì 9 aprile si parte alle 15:00 con il talk “Race to the top: how we can restore value to music” e il pluripremiato music supervisor Andy Hill, noto produttore musicale e docente universitario americano (supervisore per “Il Re Leone”, “La Bella e la Bestia”, “Sister Act”).

Alle 16:30, il compositore Sandro Di Stefano (“Janara”, “L’uomo della scatola magica”), professore titolare di Cattedra in Composizione per la musica applicata alle immagini presso il Conservatorio Statale di Musica di Santa Cecilia in Roma, svela il rapporto tra fotografia e musica durante il talk “Il colore del suono: le frequenze emotigene nel racconto musicale”; mentre alle 18:00 è in programma l’incontro con Jeff Beal, pluripremiato compositore statunitense, noto per le colonne sonore di “House of Cards” e “Rome”.

Giovedì 10 aprile si affronta il tema del futuro della musica con il pluripremiato Maestro Stefano Mainetti (“Shooter – Attentato a Praga”, “Talos – L’ombra del Faraone”, “ Orgoglio”) e il suo panel sul rapporto tra musica e A.I. A seguire, alle 18:00, Massimo Privitera presenta: “Lezione Concerto su Avatar”.

Venerdì 11 aprile arriva il Maestro Diego Navarro, compositore e direttore d’orchestra spagnolo fondatore e direttore artistico di “Fimucité”, il Festival Internazionale di Musica da Film di Tenerife, partner sin dalla prima edizione di Roma Film Music Festival.

Sabato 12 aprile, nello Studio A dei Forum Studios, in prima italiana arriva la proiezione del documentario “Il était une fois Michel Legrand” di David Hertzog Dessites (Festival de Cannes 2024 - Sélection officielle), introdotta da Pierluigi Pietroniro. La pellicola racconta la figura del compositore francese Michel Legrand, vincitore di tre Oscar e autore della colonna sonora per il musical “Yentl” di e con Barbra Streisand. Ad anticipare il film, un contenuto esclusivo: il backstage integrale della colonna sonora di “En Mai Fais Ce Qu'il Te Plaît”, uno degli ultimi lavori del Maestro Ennio Morricone ai Forum Studios girato nel 2015 dallo stesso regista del biopic su Legrand. 

Roma Film Music Festival gode del patrocinio di Roma Capitale - Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e moda. Come da tradizione si conferma il prezioso supporto del Main sponsor Unipol e del media partner RDS 100% Grandi Successi. Hospitality Partner Raddison Blue GHR, Official wine: Castello di Corbara. Al fianco del festival confermate anche le partnership con Nuovo ImaieColonne sonore .netSoundTrackFest Dopamina.

Confermati i gemellaggi con il Krakow Film Music Festival e il Fimucité di Tenerife, i più importanti festival internazionali dedicati alle colonne sonore, per un costante scambio culturale e artistico. 

Ancora una volta raccontiamo il cinema attraverso una delle sue indiscusse protagoniste, la musica”: afferma Marco Patrignani, ideatore e direttore artistico del Festival, presidente dell’Orchestra Italiana del Cinema e patron dei Forum Studios. “Lo facciamo attraverso le voci dei compositori e con due sonorizzazioni di cui siamo molto orgogliosiAvatar in prima europea e Profondo Rosso con Claudio Simonetti. Portare qui il mondo di Pandora è stato uno sforzo produttivo titanico, per restare nel tema di Cameron, ma ne è valsa la pena. La nostra orchestra e i tecnici sono specializzati nella forma del cineconcerto e abbiamo l’esperienza e le capacità per eseguirlo ai massimi livelli”. 

Avatar Live è una produzione di Avex Classics International su licenza Lightstorm Entertainment, 20th Century Studios and Disney Concerts, a division of ABC, Inc. © All rights reserved.

Il concerto ha una durata di 2 ore e 50 minuti circa, compreso un intervallo di 20 minuti.

 

 

PROGRAMMA

Domenica 6 Aprile

21:00 Profondo rosso – Film con Claudio Simonetti’s Goblin Live sold out

 

Lunedì 7 Aprile

16:30 FILM MUSIC TALKS- Mokadelic “I canoni di scrittura per la serialità televisiva”

18:00 FILM MUSIC TALKS- Paolo Buonvino “Oltre le note, dentro le storie”

21:00 Profondo rosso – Film con Claudio Simonetti’s Goblin Live (SOLDOUT)

 

Martedì 8 Aprile

15:00 FILM MUSIC TALKS- Sorelle Brancucci “Ermavilo e l’Universo del Doppiaggio tra le Note”

16:30 FILM MUSIC TALKS- Claudio Simonetti “Quanto è denso il Rosso della Musica Horror?”

18:00 FILM MUSIC TALKS- Ray Costa, agente dei più importanti compositori di Film Music e cantautori internazionali

21: 00 Profondo rosso – Film con Claudio Simonetti’s Goblin Live

 

Mercoledì 9 Aprile

15:00 FILM MUSIC TALKS- Andy Hill “Race to the top: how we can restore value to music*

16:30 FILM MUSIC TALKS- Sandro Di Stefano “Il colore del suono: le frequenze emotigene nel racconto musicale”

18:00 FILM MUSIC TALKS- Jeff Beal, compositore e polistrumentista statunitense (“House of Cards”, “Rome”)

21:00 Cinema Chorale - immersive concert

 

Giovedì 10 Aprile

16:30 FILM MUSIC TALKS Stefano Mainetti “Intelligenza Artificiale, diffusione e consumo della musica”

18:00 FILM MUSIC TALKS- Massimo Privitera “Avatar Lezione Concerto”

 

Venerdì 11 Aprile

12:00 FILM MUSIC TALKS- Diego Navarro Film Music Festival: una missione internazionale.
Con la partecipazione di Marco Patrignani

20:30 Avatar Live in Concert

 

Sabato 12 Aprile

15:30 Backstage: Ennio Morricone incide ai Forum Studios “En Mai Fais Ce Qu’il Te Plait”(2015)
Proiezione Speciale: “Il était une fois” Michel Legrand (2024)
Introduce e Modera Pierluigi Pietroniro

20:30 Avatar Live in Concert

 

ROMA FILM MUSIC FESTIVAL

www.romafmf.com - www.orchestraitalianadelcinema.it 

 

BIGLIETTERIA

AVATAR LIVE

LINK ACQUISTO BIGLIETTI

 

CINEMA CHORALE

LINK ACQUISTO BIGLIETTI

boxoffice@romafmf.com - www.romafmf.com

 I LUOGHI DEL FESTIVAL

Auditorium Conciliazione

Via della Conciliazione 4, 00193 Roma

www.auditoriumconciliazione.it

Forum Theatre

Piazza Euclide, 34, 00197 Roma

Teatro Arcimboldi

Viale dell’Innovazione n. 20, 20126 Milano

www.teatroarcimboldi.it

Luigi Brugnaro al Festival Internazionale della Geopolitica europea: “Venezia al centro della diplomazia e dell’economia. L’idrogeno e la diversificazione energetica restano una nostra priorità”

 


Riprendono i lavori del Festival Internazionale della Geopolitica europea.

La giornata di venerdì 4 aprile si apre con un intervento di Luigi Brugnaro, sindaco della Città di Venezia, in dialogo con la giornalista Elisa Billato, caporedattrice di Rai Veneto. Nel corso dei lavori, il sindaco Brugnaro ha affrontato numerosi temi di grande attualità, partendo da un evento di cronaca: il matrimonio imminente di Jeff Bezos a Venezia. Secondo il sindaco, la scelta non è casuale: Venezia è una città unica al mondo che attira ambasciatori, diplomatici e personalità influenti. Venezia, infatti, non è solo una città romantica e storica, ma un crocevia culturale e commerciale fin dall’antichità. La sua storia testimonia il passaggio e l’incontro di popoli, idee e innovazioni, ed è proprio questa vocazione internazionale che continua ad attrarre visitatori e investimenti da tutto il mondo. Brugnaro coglie l’occasione per riflettere anche sul futuro dell’Italia e sul problema che molti giovani si trovano ad affrontare oggi: restare nel Paese o cercare opportunità all’estero. Secondo il sindaco, per convincere i giovani a rimanere bisogna migliorare la qualità della vita in Italia, cambiando ciò che non funziona e soddisfacendo i bisogni di tutti. Diviene fondamentale creare le condizioni che garantiscano un futuro sostenibile e dignitoso per le nuove generazioni. Un altro tema centrale affrontato è quello dei dazi e del protezionismo introdotto negli ultimi anni dagli Stati Uniti. Brugnaro ritiene che ci stiamo avvicinando a un cambiamento epocale, con un possibile ridimensionamento del ruolo protettivo della NATO e una conseguente necessità per i Paesi europei di aumentare le proprie spese militari. La sicurezza non può limitarsi a quella fisica: è altrettanto importante investire nella cybersicurezza e nell’indipendenza tecnologica, settori in cui l’Italia ha il potenziale per diventare protagonista, se saprà aprirsi a nuovi mercati senza temere la competizione internazionale. In questo contesto, Brugnaro ha approfondito il tema energetico e dell’innovazione, criticando le limitazioni politiche che impediscono lo sviluppo della fissione nucleare in Italia, costringendo a portare la sperimentazione all’estero nonostante i brevetti siano italiani. Come esempio positivo cita con orgoglio il primo (e attualmente unico) distributore fisso di idrogeno in Italia, situato a Mestre, nel quartiere di San Giuliano. L’idrogeno, secondo Brugnaro, rappresenta una risorsa strategica per il futuro: è un buon accumulatore di energia elettrica e, grazie al suo peso ridotto, può essere utilizzato su vari mezzi di trasporto contribuendo alla riduzione dell’uso di batterie inquinanti. Il sindaco infine analizza il tema delle migrazioni, definendolo un problema epocale. L’Occidente, rilancia Brugnaro, fatica ad accogliere nuovi individui per limiti strutturali e temporali. Tuttavia, la risposta non può essere l’isolamento o l’estremismo. “È necessario ascoltare tutte le voci, dialogare e lavorare insieme per garantire libertà, sicurezza e benessere. Ogni governo ha il dovere di assicurare queste condizioni ai propri cittadini, soprattutto ai più giovani”, conclude il sindaco di Venezia. L’Italia deve recuperare fiducia nelle proprie capacità, investire sull’innovazione, sulla cooperazione e sulla cultura, riscoprendo il proprio ruolo nel mondo senza chiudersi in sé stessa. Dopo l’intervento del Sindaco, i lavori del Festival riprendono con un panel dedicato alla “Ricostruzione politica ed economica al termine degli attuali conflitti e il ristabilimento del libero commercio e della navigazione internazionale”, con gli interventi di Giuseppe Schivardi, Contrammiraglio, Direttore Centro Studi Militari Marittimi di Venezia; Paolo Casardi, Ambasciatore e Co-Presidente Circolo Studi Diplomatici; Vincenzo Marinese, Vice Presidente nazionale Confindustria e presidente della Fondazione Venezia e Raffaele Speranzon, Senatore della Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica, moderati dal giornalista Ettore Guastalla

FERITE DIGITALI: A ROMA CON GLI STUDENTI UN FORTE GRIDO CONTRO REVENGE PORN E BODY SHAMING TRA TESTIMONIANZE, EDUCAZIONE E ARTE

 



Ematologia, dagli esperti 5 proposte per rispondere ai bisogni pazienti

 


Roma. "I progressi scientifici e le terapie innovative stanno trasformando le opportunità di trattamento e le prospettive di cura in ematologia- affermano gli esperti-, rappresentando una priorità per il sistema sanitario della Regione Lazio".

Proprio su questo tema si è svolto oggi a Roma, presso la Giunta regionale del Lazio, l'evento istituzionale 'Innovazione in ematologia - Sfide e opportunità per la Regione Lazio', promosso da Johnson & Johnson, con l'obiettivo di "creare un'occasione di confronto tra tutti gli attori del sistema salute per individuare proposte in ambito organizzativo e gestionale per la presa in carico del paziente ematologico in tutta le Regione". Dal confronto tra le istituzioni regionali, i clinici e le associazioni del terzo settore, in particolare, sono emerse cinque proposte per "garantire l'accesso all'innovazione terapeutica, accelerare la diagnosi e migliorare la presa in carico dei pazienti ematologici".

 

Queste le proposte:

1) Implementare una rete ematologica formalmente riconosciuta e strutturata a livello istituzionale per garantire il coordinamento efficace tra i centri ematologici e una distribuzione equa su tutto il territorio regionale anche attraverso la costituzione di un tavolo programmatico che a livello regionale possa tradurre in provvedimenti operativi ed efficaci le istanze portate avanti dai professionisti sanitari e dai pazienti.
 

2) In linea con le linee di indirizzo di AGENAS, garantire l'erogazione di prossimità delle terapie ematologiche avanzate e dei farmaci ad alto impatto nei presidi sanitari territoriali più vicini al domicilio del paziente favorendo la continuità assistenziale tra Ospedale e Territorio.
 

3) Favorire e promuovere una comunicazione strutturata ed efficace sui trattamenti disponibili e sui centri di riferimento, con informazioni complete e accessibili.

 

4) Riorganizzare in maniera efficiente le risorse economiche disponibili per garantire a livello regionale l'accesso all'Innovazione a tutti i pazienti che ne hanno bisogno in ambito ematologico.
 

5) Istituire un intergruppo consiliare per la tutela dei diritti dei pazienti onco-ematologici, al fine di favorire un dialogo efficace e costruttivo fra i principali attori del sistema.

 

"L'ematologia- hanno fatto sapere gli esperti- rappresenta da sempre l'avamposto dell'innovazione terapeutica in ambito oncologico. Grazie ai progressi della scienza e della ricerca, nel corso degli ultimi dieci anni sono state introdotte nuove opzioni terapeutiche in grado di prolungare e migliorare la vita dei pazienti. Un caso particolare è rappresentato dal mieloma multiplo, la seconda forma più comune tra i tumori del sangue, con un'incidenza progressivamente in aumento, tanto che nel nostro Paese si contano ogni anno quasi 6.000 nuovi casi, di cui circa 500 solo nel Lazio, e dove la sopravvivenza dopo la diagnosi è significativamente aumentata passando da due a oltre sette anni. Di fronte alla forte spinta all'innovazione data dalla necessità di adottare terapie sempre più personalizzate ed efficaci, si delinea una sfida per tutti gli attori del sistema salute: garantire l'accesso alle migliori terapie disponibili e al contempo la sostenibilità del sistema sanitario regionale".
 

L'incontro si è svolto in un momento cruciale per l'ematologia, con l'obiettivo di garantire un "equo e tempestivo" accesso alle cure da parte dei pazienti al fine di migliorare la loro qualità di vita e quella delle loro famiglie. Al confronto hanno partecipato professionisti del settore, istituzioni e associazioni del terzo settore, per pianificare insieme un futuro migliore per i pazienti ematologici in Regione Lazio. "Quando parliamo di queste tematiche, fattori strategici sono la presa in carico del paziente e la rete tra ospedale e territorio- ha detto Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio Regionale del Lazio- In tal senso, è fondamentale organizzare dei percorsi dedicati. Tra l'altro, ora abbiamo una grande opportunità, costituita dalla missione 6 del Pnrr, che prevede risorse per le strutture sanitarie, e questo può dare la possibilità di mettere a terra il DM77, sull'assistenza territoriale".
 

E grazie all'innovazione tecnologica, come la telemedicina, si può "rafforzare l'assistenza domiciliare- ha aggiunto Aurigemma- rivolta in particolare ai pazienti fragili, e in questo modo si può evitare l'intasamento dei pronto soccorso e delle nostre strutture ospedaliere. Per raggiungere questi obiettivi è indispensabile creare una rete, con tutti gli attori protagonisti. Nel Lazio, abbiamo centri di eccellenza per la cura delle malattie ematologiche, con ottimi professionisti: la rete è necessaria per organizzare al meglio i percorsi. L'obiettivo è quello di garantire uniformità delle cure, consentendo ai pazienti le terapie migliori su tutto il territorio regionale, in maniera omogenea, senza differenze. Per tali motivi, sono indispensabili questi incontri, che rappresentano utili opportunità di confronto e dialogo, su tematiche molto delicate, come l'ematologia e il mieloma multiplo".
 

Garantire un accesso equo e tempestivo alle terapie innovative, soprattutto nell'ambito dell'ematologia, secondo Angelo Tripodi, vicepresidente VII Commissione, Consiglio Regionale del Lazio, rappresenta una "priorità che richiede un approccio strutturato e condiviso. Ritengo- ha evidenziato- che uno strumento di collaborazione interistituzionale possa certamente rappresentare un acceleratore per l'adozione di nuovi modelli organizzativi e per superare le disomogeneità territoriali nell'accesso alle cure. In questo senso, una proposta concreta potrebbe essere la creazione di un Intergruppo consiliare dedicato all'innovazione terapeutica e alla gestione dei percorsi di cura. Questo organismo avrebbe il compito di favorire il dialogo tra le istituzioni, le aziende sanitarie, i centri di ricerca, le associazioni di pazienti e le imprese del settore, al fine di individuare soluzioni operative e strategie condivise".


Inoltre, potrebbe "monitorare l'efficacia delle misure adottate- ha proseguito Tripodi- promuovendo azioni mirate per ridurre i tempi di accesso alle terapie e garantire la sostenibilità del sistema. La sanità regionale deve essere in grado di rispondere con rapidità ed efficienza alle sfide dell'innovazione. Per questo, sono convinto che un'azione coordinata tra tutti gli attori coinvolti sia la strada giusta per offrire ai cittadini cure sempre più efficaci e accessibili su tutto il territorio del Lazio". Ha commentato quindi Roberta Della Casa, componente VII Commissione, Consiglio Regionale del La risposta più efficace alle patologie ematologiche, oncologiche ed in generale alla cronicità risiede nell'appropriatezza terapeutica dove ricerca e innovazione sono punti cardini. Il testo oggi inserito nel Ddl 'prestazioni sanitarie', a cui ho lavorato in collaborazione con i ministeri e gli addetti del settore, mira a velocizzare le procedure di approvvigionamento e quindi di distribuzione e somministrazione al paziente di farmaci potenzialmente salvavita. È necessario ancora lavorare su una più efficace gestione dell'intera spesa farmaceutica e su sistemi di semplificazione delle procedure amministrative di acquisto. Il futuro è una corretta e scientifica analisi dei fabbisogni e lo studio degli andamenti epidemiologici della popolazione".

 

Per far fronte alle sfide che ci aspettano nel futuro, intanto, la "nostra Regione gioverebbe di una rete ematologica formale, che coinvolga tutti i gruppi di lavoro già esistenti in modo da rappresentare un valido e costruttivo interlocutore per le Istituzioni. L'obiettivo- ha spiegato Adriano Venditti, direttore dell'Unità Operativa complessa di Ematologia presso la Fondazione Policlinico Tor Vergata e professore ordinario di Ematologia presso l'Università degli Studi di Roma 'Tor Vergata- è per garantire un coordinamento efficace tra i centri ematologici e una distribuzione equa su tutto il territorio regionale anche attraverso la costituzione di un tavolo tecnico programmatico che a livello regionale possa tradurre in provvedimenti operativi ed efficaci le istanze portate avanti dai professionisti sanitari e dai pazienti". Ad intervenire anche Maria Teresa Petrucci, dirigente medico presso l'Ematologia dell'Azienda Ospedaliera-Universitaria Policlinico Umberto 1, Grazie ai progressi scientifici e all'innovazione, quello che stiamo vedendo negli studi clinici, ma anche nella pratica clinica, è un miglioramento significativo dell'aspettativa e della qualità di vita delle persone con mieloma multiplo. Quello che va considerato, tuttavia, è che quando parliamo di 'presa in carico' non parliamo solo della somministrazione della terapia, ma di un percorso che coinvolge, da un lato il paziente e la sua famiglia, dall'altro diverse figure professionali che devono coordinarsi e lavorare in sinergia. In questo contesto, il ruolo delle rete ematologica è proprio quello di individuare le strategie più efficaci per garantire e accelerare l'accesso alle nuove terapie assicurando al contempo un percorso di cura efficace e sostenibile".

 

La creazione di un nuovo modello organizzativo in ambito onco-ematologico nella Regione Lazio è "imprescindibile alla luce degli scenari delineati nel documento presentato oggi- il commento di Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio- È fondamentale attuare le Linee guida di Agenas sul Dm77 riguardanti la presa in carico dei pazienti oncologici, garantendo l'accessibilità ai servizi in prossimità della residenza dei pazienti. Inoltre, è necessario avviare attività di informazione e comunicazione rivolte ai cittadini e costruire percorsi di formazione mirati per gli operatori sanitari. L'obiettivo è fornire a ciascun operatore gli strumenti necessari per orientare, informare, assistere e curare efficientemente le persone e le loro famiglie in ogni contesto

territoriale".

 

In conclusione, le parole di Monica Gibellini, direttore Government Affairs, Policy & Patient Engagement Johnson & Johnson Innovative Medicine Johnson da sempre siamo protagonisti dell'innovazione in tutte le sue forme, non solo attraverso la ricerca scientifica, ma anche promuovendo iniziative che possano migliorare i percorsi di presa in carico delle persone con tumori ematologici come il mieloma multiplo. Siamo convinti che attraverso momenti di confronto come questo, che ha visto coinvolti tutti i principali rappresentanti del sistema Salute, stiamo procedendo nella direzione giusta per affrontare la sfida di un sistema che consideri sempre di più la spesa sanitaria come un investimento e che risponda meglio ai bisogni di cura dei pazienti attraverso soluzioni per una loro corretta e tempestiva presa in carico".


POST-COLONIA, Festival di Architetture e Immaginari in Transizione da domenica 6 aprile

 


Dal 6 al 13 aprile 2025, Marina di Massa accoglierà “POST-COLONIA. Festival di architetture e immaginari in transizione”, un evento interdisciplinare che esplora l’eredità delle ex colonie marine del litorale, molte delle quali oggi in stato di abbandono. Il festival è concepito come uno strumento temporaneo attraverso cui interrogarsi sul ruolo di arte e cultura come mezzi di trasformazione sostenibile dei territori e linguaggi per l'immaginazione di futuri possibili.

Si svolgerà presso l’ex-Torre FIAT, ancora attiva oggi come Torre Marina, che sarà eccezionalmente visitabile dal pubblico, abitata da mostre e installazioni e teatro di un confronto internazionale su architettura, arte contemporanea, ecologia e usi transitori.

Post-Colonia indaga il paesaggio costruito e naturale del tratto costiero di Marina di Massa, a partire dal lascito fisico e simbolico delle ex-colonie marine. Diretta emanazione del loro corrispondente economico produttivo rappresentato dalle industrie come Motta, Edison, Fiat, e successivamente Olivetti, le colonie nacquero per ospitare le figlie/i della classe operaia, incentivare quell’idea di benessere sociale e di turismo popolare che per molti anni ha caratterizzato il paesaggio culturale di questa provincia. Al contempo erano modelli di società organizzate per formare cittadini “futuri”, “sani” e “valorosi”, destinati alla vita in fabbrica o a quella militare. Queste architetture oggi sono diventate icone di un modello di sviluppo fallito e traccia visibile di un ecosistema in decadenza che si rispecchia nell’erosione della costa, nella crisi industriale e nel collasso ambientale delle Apuane.

Costruita nel 1933 su progetto dell’ingegner Vittorio Bonadè Bottino per volere del senatore Agnelli, la Torre di Massa, sede del Festival, si inserisce in questo fenomeno e rimane uno degli esempi più significativi della

tipologia a torre, sviluppata nel periodo. Con i suoi 16 piani, domina il paesaggio tra le Alpi Apuane e il mare, fungendo da riferimento visivo per chi naviga o percorre la costa.

Post-Colonia è concepito e nasce dall’impegno di professionisti dell’arte e della cultura e dell’innovazione sociale legati a Massa, tra cui Martina Angelotti ed Emanuele Guidi (direttori artistici) e Francesca Mazzocchi, Presidente di LAMA Impresa Sociale, cooperativa che opera nell’ambito della rigenerazione a base culturale, che è capofila del progetto vincitore del bando ministeriale per la promozione dei festival di architettura.

Il programma è pensato come proposta culturale multidisciplinare e internazionale situata, che guarda al contesto nella sua complessità e propone lo sguardo critico e trasformativo di artisti e ricercatori per stimolare nuove premesse di un cambiamento sociale e culturale: mostre, performance, laboratori, visite guidate, passeggiate sonore, incontri e dibattiti, coinvolgendo artisti, architetti, designer, urbanisti, giornalisti e musicisti nazionali ed internazionali.

Tra gli ospiti: Céline Condorelli (artista) che, oltre a presentare un lavoro appositamente pensato per l’occasione, ha coordinato i giovani studenti dell’Accademia di Karlsruhe in un laboratorio pratico i cui esiti verranno presentati durante le giornate del Festival. Il collettivo di architetti Orizzontale realizzerà una nuova installazione che celebra il potere trasformativo delle collettività nel ridefinire il significato e la forma degli spazi fisici e di quelli simbolici ad essi collegati.

Ad accompagnare con presentazioni, conferenze e performance anche Gianni Pettena (artista), Cally Spooner (artista), Muna Mussie (artista e performer), Aldo Giannotti (artista), Emilio Distretti (ricercatore, Royal College of Art, Londra ed Ente di Decolonizzazione – Borgo Rizza), Chiara Braucher (ricercatrice e attivista), Massimo Carozzi (artista sonoro), Giulia Cavaliere (critica musicale), Marco Armiero (storico dell'ambiente), Lorenzo Pezzani (ricercatore e fondatore di LIMINAL); Stefano Pivato (storico),  Rosario Talevi (architetta, Floating University Berlino), Mathias Rouet (urbanista, Plateau Urbain Paris), Anna Lambertini (architetta paesaggista)

Gli highlights del programma

L’inaugurazione, domenica 6 aprile, sarà segnata dall’apertura della mostra video Post-Colonia: Cinema Elicoidale, allestita nelle camere situate lungo la rampa elicoidale che si sviluppa nel corpo della Torre. Nel percorso espositivo video storici provenienti dall'Archivio Nazionale Cinema Impresa di Ivrea che includono firme di registi come Ermanno Olmi, Fabio Piccioni e Bernardo Bertolucci, messi in dialogo con opere di artisti contemporanei, come ad esempio Alessandra Ferrini, Beto Shwafaty, Katrin Hornek, che quella storia la interrogano, criticandone i lasciti e mettendone in luce i fallimenti economici, sociali e ambientali.

La Torre, le mostre e le installazioni saranno visitabili per tutta la durata del festival dalle ore 14.30 alle ore 19.30

Da lunedì 7 a mercoledì 9 aprile, saranno organizzate visite guidate speciali con gli ex lavoratori della Torre e i curatori del Festival e si terrà un workshop per la cittadinanza “Riattivare lo spazio civico”.

Giovedì 10 aprile architettura, paesaggio e urbanistica saranno al centro della riflessione. Una giornata dedicata alla città pubblica, e agli usi transitori di patrimoni immobiliari dormienti e abbandonati attraverso pratiche di rigenerazione a base culturale, curata da LAMA Impresa Sociale, con gli interventi di Regione Toscana, Agenzia del Demanio, INU e la cooperativa francese Plateau Urbain e casi studio nazionali e internazionali. La giornata prevede anche il riconoscimento di CFP per gli architetti iscritti all’Ordine di Massa-Carrara

Segnaliamo in particolare due appuntamenti che si terranno venerdì 11 aprile.  Il primo con Anarchia a Tavola, unpranzo aperto al pubblico che ripropone il menù della colonia estiva anarchica “Maria Luisa Berneri”, (Poveromo, 1960-1964), basata su modelli di pedagogia libertaria e antimilitarista, fondata da Giovanna Caleffi. A raccontare questa storia sarà Fiamma Chessa, figlia del militante anarchico Aurelio, che oggi custodisce l’archivio della colonia nella sua casa di Reggio Emilia. Il secondo, il simposio Dalle eredità scomode alle pedagogie emergenti con Sofia Nannini (ricercatrice, Politecnico di Torino), Emilio Distretti (ricercatore, Royal College of Art, Londra) e Rosario Talevi (architetta, Floating University, Berlino) che affronterà nello specifico i lasciti architettonici e simbolici dei fascismi del ‘900 in Europa e in Italia.

Il talk Architettura + Natura con l’anarchitetto Gianni Pettena, sabato 12 aprile, sarà l’occasione per ripercorrere la sua pratica artistica a partire dai primi anni ’70. Tra i principali esponenti dell’architettura radicale italiana, Pettena indaga il rapporto tra ambiente costruito e naturale, accostandoli e contaminandoli, così da “rinaturalizzare luoghi e materiali denaturati” e compiendo al tempo stesso una ricerca e un’interpretazione metaforica “delle contraddizioni e delle bellezze della città contemporanea”.

Gli artisti Muna Mussie e Massimo Carozzi (venerdi 11) e Aldo Giannotti con Karin Pauer e Paolo Monti (sabato 12) occuperanno il corpo centrale della torre con due performance ripensate per questa occasione.

L’ultima giornata del Festival, domenica 13 aprile, si aprirà con la passeggiata guidata dallo storico Stefano Pivato, Andare per Colonie estive, che riprende il nome dal suo omonimo libro. Partendo dalla Colonia Torino di Marina di Massa e passando di fronte alle colonie successive, fino all’arrivo alla Ex-Torre Fiat, le suggestioni dell’autore saranno intrecciate con voci locali e storie sul paesaggio attuale della costa. 

L’obiettivo del festival sarà, dunque, quello di generare nuove immaginazioni attraverso l'arte e le pratiche di innovazione sociale e aprire un dibattito critico per riflettere sul lascito di queste architetture, proponendo nuove narrazioni e scenari di trasformazione. Sarà l'occasione per invitare la comunità a riconoscere i propri luoghi, visitarli e riviverli, con la possibilità di rivederli e ri-immaginarli attraverso nuove lenti.  Si alterneranno esperienze visive a momenti di riflessione collettiva, laboratori pratici a passeggiate, visite guidate e performance, intervallate anche da momenti conviviali con cene e musica. Una “festa” aperta a tutti, con un programma da vedere, ascoltare, gustare e vivere, insieme alla possibilità di soggiornare in Colonia per un'esperienza a tutto tondo.

Un audio documentario in due puntate, scritto e pensato dallo scrittore Ivan Carozzi, sarà inoltre trasmesso sulle frequenze di Radio 3 grazie alla collaborazione col programma radiofonico Tre Soldi.

L’ex Torre FIAT è un simbolo sul territorio, un punto cardinale per l’orientamento, un luogo da raggiungere. Per questo Post-Colonia ha coinvolto at - autolinee toscane come partner della mobilità del festival e promuove l'autobus come mezzo preferito per raggiungere Torre Marina.

Vincitore della terza edizione del Bando Festival di Architettura promosso e finanziato dal Ministero della Cultura, POST-COLONIA è l’unico progetto selezionato in Toscana tra i dieci riconosciuti a livello nazionale. Il capofila è la cooperativa LAMA Impresa Sociale, i Partner italiani dell'iniziativa sono Orizzontale e Doc Scs; quelli internazionali: CIVA – Centro per l’Architettura di Bruxelles, Plateau Urban di Parigi e l’Università di Arti e Design di Karlsruhe. Il festival gode inoltre di numerosi patrocini istituzionali locali, il patrocinio di Agenzia del Demanio e il contributo di Regione Toscana, la collaborazione di Autolinee Toscane, Radio Rai Tre Soldi e il sostegno di INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), l’Associazione Lo Stato dei Luoghi, il dipartimento DIDA dell’Università di Firenze e del coinvolgimento di numerose associazioni e imprese del territorio.

INFO e PROGRAMMA COMPLETO www.post-colonia.it
info@agenzialama.eu

Come raggiungere il festival
at- autolinee toscane: fermata più vicina Via delle Pinete/S. Francesco (200 metri a piedi). La location

servita dalla linea L51 Carrara – Nuovo Ospedale Apuano, dalla linea L63 Marina di Massa – Marina di Carrara e dalla linea L76 Massa – Zona Industriale – Marina di Carrara.

Info su at-bus.it o app "at bus". Biglietti acquistabili anche a bordo con sistema contactless con carta di credito, smartphone e smartwatch.


NO OTHER LAND il documentario vincitore del Premio Oscar in esclusiva su MUBI dal 15 aprile

 


MUBI, il distributore globale, servizio di streaming e società di produzione, è lieto di annunciare che NO OTHER LAND, il documentario scritto, diretto, prodotto e montato da Basel Adra, Yuval Abraham, Rachel Szor e Hamdan Ballal, sarà disponibile in esclusiva su MUBI dal 15 aprile.

 Il film, distribuito nelle sale italiane da Wanted Cinema, ha vinto il Premio Oscar come Miglior Documentario dopo aver conquistato il Premio per il Miglior Documentario e il Premio del Pubblico alla Berlinale 2024 e il Premio come Miglior Documentario agli European Film Awards 2024.

Un'opera intensa e profondamente umana, NO OTHER LAND racconta la lotta di Basel Adra, giovane attivista palestinese di Masafer Yatta, insediamento rurale della Cisgiordania, contro l'espulsione forzata della sua comunità da parte dell'esercito israeliano. Sin dall'infanzia, Basel assiste alla progressiva distruzione del suo villaggio e inizia a documentarla con la sua videocamera: ogni volta che i carri armati e le ruspe avanzano, ogni volta che le case vengono rase al suolo, lui è lì, testimone di quello che è considerato il più grande sfollamento forzato mai avvenuto nella Cisgiordania occupata.

Nel suo percorso incontra Yuval Abraham, giovane giornalista israeliano che sceglie di unirsi alla sua battaglia. Per oltre cinque anni, i due collaborano per documentare le violenze e le ingiustizie, settimana dopo settimana, mese dopo mese. Il loro legame, però, è segnato da una profonda disuguaglianza: Basel vive sotto un’occupazione militare brutale, mentre Yuval, da israeliano, gode di libertà e diritti che all’amico sono negati.

Ciò che nasce come una collaborazione diventa un’amicizia solida, alimentata dall’urgenza di raccontare e denunciare. Il documentario, frutto del lavoro di un collettivo palestinese-israeliano, è stato realizzato con mezzi minimi e senza una produzione alle spalle, nei momenti più difficili per Basel e la sua comunità. Un'opera nata come resistenza creativa all'apartheid e atto di lotta per la giustizia e l’uguaglianza, che ha portato inaspettatamente i suoi autori a diventare tra i cineasti più premiati e acclamati del 2024. 

SINOSSI
Per mezzo decennio, Basel Adra, un attivista palestinese, filma la distruzione della sua comunità di Masafer Yatta da parte dell'occupazione israeliana, mentre costruisce un'insolita alleanza con un giornalista israeliano che desidera unirsi alla sua lotta.

 

BIOGRAFIE DEI REGISTI

Basel Adra è un avvocato, giornalista e regista palestinese originario di Masafer Yatta. È attivista e documentarista dall'età di 15 anni, impegnato nella lotta contro l'espulsione di massa della sua comunità da parte di Israele in Cisgiordania.

Rachel Szor è una direttrice della fotografia, montatrice e regista israeliana originaria di Gerusalemme.

Hamdan Ballal è un fotografo, regista e contadino palestinese di Susya, che ha lavorato come ricercatore per diversi gruppi per i diritti umani contrari all'occupazione.

Yuval Abraham è un regista e giornalista investigativo israeliano originario di Gerusalemme.
 

NO OTHER LAND SARÀ IN ESCLUSIVA SU MUBI DAL 15 APRILE



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